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Nel Catanzaro Rugby gioca anche un frate francescano: è un tallonatore

imagesDa diversi anni Frate dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola. Nello specifico chierico-studente presso la Comunita’ Parrocchiale di Santa Croce nel quartiere Pontepiccolo di Catanzaro. Segni particolari: religioso e rugbista! Due ”vocazioni” quelle di Fra Giuseppe Lagana’, 26 anni e un’infanzia trascorsa in Germania assieme ai genitori milazzesi. Fra Giuseppe, infatti, oltre a seguire il suo percorso di fede che lo portera’ al sacerdozio all’interno dell’ordine dei Minimi, e’ un giocatore del Clan Catanzaro Rugby, team che milita in serie C1. A testimoniarlo il suo palmares clinico: rottura del legamento crociato anteriore, sub lussazione alla clavicola e frattura composta del setto nasale frutto di una testata a Messina durante le selezioni per la nazionale giovanile. Fra Giuseppe, la domenica, infatti, dopo la celebrazione eucaristica ripone per qualche ora l’abito religioso e si butta (con il ruolo di ”tallonatore”) in violente mischie per conquistare una palla ovale con i colori del Catanzaro. Dalla sacrestia agli spogliatoi, il passo e piu’ breve di quello che si possa pensare. ”Ho cominciato a giocare a 13 anni al rientro a Milazzo dalla Germania – racconta Fra Giuseppe, ex alunno del tecnico commerciale Leonardo Da Vinci – mi ha avvicinato a questo gioco mio zio Massimo, che cosi’ ha cercato anche di farmi integrare. Nel corso della mia carriera ho preso parte alla rappresentativa regionale di rugby, al torneo Aldo Milani di Rovigo, sono stato convocato in serie B. Poi, pero’, e’ maturata la scelta vocazionale”. Tra un allenamento e una meta, infatti, a farsi largo era una voce interiore. ”La prima persona con cui mi sono confidato – rivela – e’ stato un sacerdote milazzese, padre Giuseppe Curro’. Poi l’ho detto al mio compagno di banco Giovanni Buda una persona con cui ci siamo sempre sostenuti a vicenda specialmente nei momenti piu’ difficili, e al mio amico Sergio Scibilia. In famiglia l’ho detto la sera prima della prima prova scritta della maturita’. Mia madre era titubante, si e’ rassicurata la prima volta che e’ venuta al santuario dove mi ero trasferito”. All’oscuro anche i compagni di squadra del Milazzo Rugby. Il primo a saperlo e’ stato l’allenatore Carmelo Mastroeni. Nel 2012 non e’ voluto mancare alla cerimonia della prima professione dei voti religiosi a Paterno Calabro. ”Quando sono entrato in convento non ho piu’ giocato – racconta il frate dell’ordine dei Minimi di San Francesco di Paola – poi da frate, quando mi sono trasferito a Catanzaro, mi sono ritrovato il campo da rugby sotto casa e ho cominciato a fare un po’ di attivita’ fisica. Piano piano con la dirigenza del Clan Catanzaro ho instaurato un rapporto di amicizia e di stima reciproca, cosi’ ho cominciato a giocare. Nessuno sapeva che ero un frate tranne l’allenatore e il presidente. Quando un giorno mi sono presentato con l’abito qualcuno non credeva ai suoi occhi”