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‘Ndrangheta, Gratteri: “ancora molto da fare, accordi bilaterali con altri Paesi la base di tutto

Nicola Gratteri“C’e’ un grande vuoto nei rapporti di diplomazia internazionale soprattutto nel pianeta giustizia, noi avremmo bisogno di accordi bilaterali con tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e i con i Paesi del Sudamerica”. Lo ha sottolineato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, a margine di un incontro al Salone del Libro, interpellato sull’inchiesta della Dia di Reggio Calabria che oggi ha portato in carcere, tra gli altri, l’ex ministro Claudio Scajola con l’accusa di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena. “Si pensa di andare in Libano a fare il latitante perche’ si sa che ci sara’ grande difficolta’ se non l’impossibilita’ a vedere un latitante italiano estradato – ha aggiunto colloquiando con i cronisti – il latitante cerca di andare in posti e stati dove sa che non ci sono trattati bilaterali”. Nel merito della vicenda, Gratteri si e’ limitato a sottolineare che “si tratta di un’inchiesta che dura da piu’ di un anno e mezzo e che ha portato in giro investigatori e forze dell’ordine per vari paesi del mondo per seguire gli spostamenti di Amedeo Matacena” e che per quanto riguarda eventuali sviluppi, questi dipenderanno dagli esiti degli interrogatori.

“Al ministero della Giustizia – ha spiegato – abbiamo fermi 3 trattati bilaterali con la Colombia in materia di estradizione, considerando che la Colombia è il più grande produttore al mondo di cocaina, se si sbloccassero, potremmo fare grandi accelerazioni nelle indagini”. “In Colombia – ha concluso Gratteri – l’anno scorso il presidente dell’Alta corte di Bogotà mi diceva: ‘Noi siamo pronti, voi italiani? Quando ci incontriamo per firmare questi trattati bilaterali?”.

“A proposito delle 5 sedi. Ad esempio la Francia, a Parigi. Ma a Parigi non c’è la ‘ndrangheta e questi esperti costano 20mila euro al mese. Quindi bisogna stare attenti a dove vengono mandati. La ‘ndrangheta in Francia c’è a Nizza, in Costa Azzurra, a Marsiglia. La ‘ndrangheta non c’è a Parigi. Dopo che l’esperto vede il Louvre e la Gioconda che fa? Poi c’è Teheran, ma lì non c’è la ‘ndrangheta, non mi risulta, non pervenuta”, ha detto ancora Gratteri, commentando il piano anti ‘ndrangheta del ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Io penso – ha aggiunto – che dovranno rivedere queste sedi. Ad esempio non si prevede una sede in Spagna o una in Germania, dove, dopo l’Italia, c’è la più grande presenza di mafie in Europa”.