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Mileto (VV), iniziativa sulla Calabria Normanna

imagesIniziativa su La Calabria nel Medioevo a cura di Francesco A. Cuteri che si terra’ nella Sala Conferenze DiGiEc l’8 maggio, ore 17.00 , a Mileto (VV). Introduce la prof. Francesca Martorano. Non lontano dall’attuale abitato di Mileto, in provincia di Vibo Valentia, si conservano i resti dell’antico centro noto come Mileto Vecchia. La citta’ medievale, definitivamente abbandonata in seguito al disastroso sisma del 1783, era nata forse in eta’ bizantina come piccolo borgo fortificato posto a controllo dell’antica via Popillia-Annia e della valle del Mesima. Nel 1058 Roberto il Guiscardo faceva dono al fratello Ruggero del castrum Melitense e durante il suo lungo governo Ruggero I adotto’ diverse misure per trasformare un castello insignificante, situato in un territorio a popolazione esclusivamente greca di lingua e religione, nella capitale della potente contea normanna di Calabria e di Sicilia. La citta’, sede forse a partire dal 1085 di una zecca, assunse ancora maggiore importanza e acquisi’ un nuovo status con l’istituzione, nel 1081, della sede vescovile. L’antica citta’ fu resa irriconoscibile dagli effetti del sisma del 1783. Il relatore, tramite i risultati delle ricerche archeologiche degli ultimi 15 anni e lo studio delle fonti archivistiche, ricostruira’ l’assetto dell’impianto urbanistico del centro, presentando il profondo inserimento della citta’, soprattutto in eta’ normanna, nella rete di scambi culturali, economici e sociali del Mediterraneo e dell’Europa del tempo. Mileto appare come centro essenziale per la conoscenza degli sviluppi che hanno interessato la Calabria normanna, soprattutto nelle fasi di passaggio dalla conquista al regnum, e per tale motivo saranno fatti ampi riferimenti, di carattere regionale, al quadro del popolamento, alle tipologie di fortificazione, alla costruzione di chiese, monasteri e abbazie ed alla circolazione di merci e idee. Infine, ricordando la nascita, a Mileto, di Ruggero II, avra’ modo di puntare lo sguardo sulla Sicilia per accennare alle modalita’ della sua conquista, al suo ricco patrimonio d’eta’ normanna, ai rapporti con la citta’ di Ruggero.