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Messina: uccellagione non autorizzata, denunciato un 67enne

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel corso di un servizio all’uopo pianificato per contrastare il fenomeno del bracconaggio e dell’uccellagione, uomini del Corpo Forestale Regione Siciliana di stanza al Distaccamento F.le di Messina Colle S. Rizzo con il coordinamento dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina, in data 1 maggio 2014 alle ore 9,10 circa, nella località “Torrente Trapani Alto” del comune di Messina, fermavano un’autovettura guidata dal Sig. G. F. anni 67 di Messina, e dal controllo visivo dello spazio posteriore destinato per il trasporto di materiali (cofano), veniva rinvenuto un borsone di colore nero contenente n. 4 gabbie con rinchiusi n. 5 cardellini di cui n. 4 adulti atti ad essere utilizzati come richiamo vivo e n. 1 piccolo nato in questa primavera c.d. ramace, nonché: n. 2 rete per la cattura dei cardellini; n. 10 picchetti in ferro; n. 2 matasse di corde di canapa; n. 2 matasse di corda di piccolo diametro colore verde. In considerazione che tale attrezzatura è tipica per l’esercizio dell’uccellagione, il G. F. veniva invitato presso i locali dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina per procedere alla redazione degli atti di P.G. consequenziali Subito dopo la redazione degli atti sopra richiamati, la P.G. procedente ritornava sul posto (Torrente Trapani Alto) dove qualche ora prima aveva fermato il G. F., per un accurato controllo della zona col fine di accertare l’eventuale presenza della postazione finalizzata all’esercizio dell’uccellagione. La postazione ricercata veniva rinvenuta a qualche centinaio di metri dal luogo del controllo operato nei confronti del G. F., la stessa era pronta per l’uso (sufficiente superficie libera da ogni forma di vegetazione per la posa delle reti da cattura e capanno per mimetizzare il bracconiere) ed era dotata anche di acqua corrente attinta nell’attigua galleria di captazione, ciò per attirare più fringillidi che alla presenza dell’acqua si fermano per abbeverarsi. Trattandosi di fattispecie sanzionata penalmente dalla norma indicata in premessa, si procedeva al sequestro penale di tutta l’attrezzatura e dei cardellini, e a denunciare a piede libero l’autore del fatto illecito. L’attrezzatura sequestrata in atto viene custodita presso i locali del Distaccamento Forestale di Colle S. Rizzo, nella disponibilità della competente A.G.