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Messina: “Relazione Corte dei Conti, le conseguenze sulla città potrebbero essere drammatiche, forse alla pari di un dissesto!”

corte dei contiBastano solo due righe della durissima relazione della Corte dei Conti notificata all’Amministrazione e al Consiglio Comunale per far comprendere quanto drammatiche si possano rivelare le conseguenze per molte categorie di cittadini messinesi!

Il consigliere comunale Libero Gioveni esprime grande preoccupazione per il mantenimento, da ora in avanti, di molti servizi dopo la pronuncia della Magistratura contabile sul Bilancio Consuntivo 2012.

L’aver precluso, infatti – spiega Gioveni – da parte dei magistrati “l’assunzione di impegni e il pagamento di spese diverse da quelle dovute per legge”, può risultare fatale o comunque decisivo nella scelta (obbligata appunto) di non poter più garantire alcuni servizi importanti per la collettività!

Tra l’altro – ricorda il consigliere – c’è già stato un precedente non certamente remoto che ha visto protagonista l’ex Commissario Croce che nel maggio 2013 obbligò, attraverso una determina, l’Area economico-finanziaria di Palazzo Zanca a non spostare un solo centesimo ad eccezione delle entrate a “destinazione vincolata“!

In buona sostanza – spiega meglio Gioveni – il Commissario, dopo l’approvazione del Consuntivo 2011 che, così come l’ultimo Rendiconto approvato dall’aula, conteneva disavanzi d’amministrazione e indicava debiti fuori bilancio, impose a tutti i Dirigenti il pieno rispetto dell’art. 191 comma 5 del D.Lgs. 267/2000 col quale è fatto espresso “divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge”!

Se l’Amministrazione e il Civico Consesso, quindi, così come imposto dalla Corte dei Conti nel termine di 60 giorni, dovranno adottare delle misure correttive, il RISCHIO – afferma preoccupato l’esponente Udc – è senz’altro quello di tagliare dei servizi non previsti per legge, quali la mensa scolastica, gli scuolabus ed altri servizi sociali sui quali ruotano ancora diverse interpretazioni, fermo restando che, nella migliore delle ipotesi, è fatto anche obbligo ai Comuni in pre-dissesto di garantire i servizi a domanda individuale approvando le tariffe che assicurino la copertura del 36% dei costi complessivi a carico degli utenti!

Per non parlare poi – prosegue il consigliere – delle gravi ripercussioni che ci potranno essere in ambito occupazionale in merito all’impossibilità di garantire l’integrazione oraria ai contrattisti, mentre forse apparirebbe più possibilista l’assunzione a tempo determinato dei 32 agenti concorsisti della Polizia Municipale visto che la copertura finanziaria potrebbe essere garantita dai fondi ecopass e dai proventi dell’art. 208 del codice della strada.

Insomma – conclude Gioveni – le scelte, salvo che si tiri qualcosa dal cilindro, sembrerebbero obbligate, ed è per questo che il Consiglio Comunale, a questo punto, deve seriamente valutare la possibilità di “staccare la spina” al malato terminale optando forse per il male minore, ossia dichiarando il dissesto finanziario dell’Ente!