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Messina, Isola Pedonale: Accorinti al centro del ciclone. Pronte a partire le richieste di risarcimento dei commercianti

DSC01512Una diffida ufficiale indirizzata in primo luogo al Sindaco Accorinti, alla Giunta Municipale e al Segretario Generale del Comune. Una diffida che ha un obiettivo dichiarato: ottenere “entro e non oltre cinque giorni” la revoca della delibera con la quale si è disposta l’istituzione dell’isola pedonale. E’ quanto richiesto ufficialmente stamane dall’avv. Carlo Autru Ryolo e dal suo collega Maurizio Cacace. Un atto stragiudiziale in piena regola, redatto in nome e per conto di quasi cinquanta esercizi commerciali, in ragione di un disagio economico arrecato dall’Amministrazione.

Ryolo, in tal senso, non ha dubbi: “la scelta di costruire quest’area pedonale è erronea, illogica e priva di una seria motivazione. Ma quel che è peggio, o almeno quello che mi preme constatare, è che al di là del merito, è il metodo ad essere sbagliato”. E qui entriamo in un terreno viscoso: l’azione s’incentra infatti sulla natura del provvedimento, emesso – secondo i due legali – in palese violazione della legge, per giunta da parte di un organo incompetente. Vediamo tutti gli elementi del quadro, muovendoci con prudenza in una fitta rette normativa.

Innanzitutto un’ordinanza della Presidenza del Consiglio del 2007 conferiva al Prefetto la gestione delle criticità emerse su traffico e mobilità, stante la necessità di fronteggiare le difficoltà rilevate. Questa stessa competenza venne trasferita nel dicembre dell’anno successivo al Sindaco di Messina. E fin qui nessun problema. Quando però l’eccezionalità è venuta a mancare, l’ordinaria amministrazione è stata demandata al Dott. Santi Alligo (con l’Ordinanza della protezione civile n. 93 del 13.06.13), già Segretario generale della città, sostituito da Giovanni Le Donne nel novembre dello stesso anno.

Ora, come la giunta abbia potuto esercitare un potere espressamente assegnato al Segretario è – a quanto pare – il mistero al fondo del procedimento. Ma non finisce qui, perché il Codice della Strada conferisce ai Comuni con una popolazione superiore ai trentamila abitanti la responsabilità di redigere il Piano Urbano del Traffico, piano che dovrebbe essere redatto ogni due anni e all’interno del quale dovrebbero essere stabiliti i provvedimenti in tema di aree pedonali. Bene, il Comune di Messina, lungi dal disporre gli opportuni i lavori, ha un Piano che risale al 1998, un piano che non contempla – ipso facto – la suddetta Area Pedonale di Cairoli. Da qui la scelta di avviare l’iter stragiudiziale congiuntamente ad una richiesta di risarcimento per i danni patiti, richiesta che sarà presentata a prescindere delle risposte dell’Amministrazione.