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Messina, Genovese querela Crocetta. Nel Pd affilano i coltelli

QUIRINALE: CROCETTA,NAPOLITANO CI HA DETTO 'FATEMI RIPOSARE'Una posizione ostile del partito può tollerarla, un affondo pesante contro la sua onorabilità no. Il suo nome, già vituperato, è stato sacrificato alla strategia renziana, ma devono utilizzargli la cortesia di lasciarlo fuori dalle beghe interne. E’ netto Francantonio Genovese, a colloquio coi suoi legali, determinato a non accettare una campagna di demonizzazione condotta dagli ex sodali. Il voto in Giunta alla Camera era stato accettato serenamente, perfino dopo il verdetto del Parlamento la compostezza ed il buonsenso avevano prevalso sulla voglia di far saltare il tavolo, sulla smania di preparare la resa dei conti, mostrando il ghigno serafico dei tempi andati. Eppure, per l’appunto, aveva vinto la sobrietà, il basso profilo di chi ha fiducia nella giustizia. Una fiducia non ricambiata, se è vero che il giudice delle indagini preliminari ha sottolineato come il confronto diretto con l’imputato abbia ulteriormente aggravato la sua posizione. Ad ogni modo, l’offensiva dei pm è comprensibile, gli attacchi violenti degli “amici” no. L’ex sindaco ha così deciso di sporgere querela per diffamazione nei confronti di Rosario Crocetta, presidente della Regione siciliana, reo di aver alzato troppo il tiro durante un comizio a Ragusa il 20 maggio scorso.

Sembrano lontani i tempi in cui i due si facevano ritrarre l’uno accanto all’altro per celebrare il successo, nel primo turno, del candidato sindaco del centro-sinistra Felice Calabrò. Un rapporto di odio (profondo) e di amore (mai sbocciato), di diffidenza reciproca verso modi di concepire la politica diversi eppure complementari, essenziali per il successo regionale. Adesso che Genovese è in una posizione di difficoltà, una nuova partita si è aperta per trasformare gli equilibri interni. Le bordate di Faraone contro Crocetta, l’atteggiamento di quest’ultimo verso Fiandaca, la Stancheris brandita come un’arma contro gli altri candidati della lista, sono segnali evidenti della rottura di un argine. Il punto, però, è un altro: ciascuno di questi attori aveva ed ha il proprio bacino consolidato di consenso. La difficoltà, semmai, sta nell’assorbire quelle preferenze in libera uscita che Genovese potrebbe non garantire più. E intanto Nuovo Centro Destra e Democratici Riformisti ringraziano.