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Messina, flash mob per i prodotti alimentari siculi

DSC01469L’hahstag è stato creato ad hoc: #MangiaSiciliano. E’ la versione locale dello slow food, la filosofia del chilometro zero applicata ad una lunga campagna elettorale. Il tentativo, in altri termini, di trasformare un’iniziativa di piazza in un focus destinato a promuovere i prodotti tipici dell’identità culinaria isolana. Questo, almeno, sembra essere l’obiettivo per cui stamane, a Piazza Cairoli, Giorgia Meloni ha incontrato militanti e simpatizzanti della rinata Alleanza Nazionale. Una tappa  intermedia verso le elezioni di domenica 25, una manifestazione studiata e fortemente voluta dal candidato Ciccio Rizzo e dal gruppo cittadino di Fratelli d’Italia. “Anziché limitarsi a mangiare le banane, noi vogliamo trovare sulle tavole i pomodori di pachino e le spremute degli agrumi di Sicilia” ha detto l’ex consigliere comunale.

Gli ha fatto immediatamente eco il presidente del partito: “Le arance siciliane sono una realtà significativa della nostra economia” ha ricordato la Meloni. “L’Europa, invece, ha tentato di limitare la nostra capacità produttiva, firmando recentemente un accordo col Marocco per istituire un canale privilegiato all’ingresso dei loro prodotti agroalimentari. Una classe dirigente degna di nota non avrebbe mai permesso l’adozione di un provvedimento simile” ha tuonato l’ex Ministro. Da qui l’idea di dar voce alle proteste e alle proposte di chi opera nel settore, puntando l’indice contro un Esecutivo incapace di farsi valere nel consesso europeo. “Quest’isola, e di recente anche questa città, soffre le sciagure dell’arrivo massiccio di immigrati. E il Governo che fa? Abolisce il reato di clandestinità, alla faccia della dissuasione. Siamo contrari ad ogni discriminazione, ma qui è lo Stato che discrimina gli italiani, spendendo 30 euro al giorno per ciascun clandestino” ha concluso.

Intercettata a margine sulla spinosa vicenda Genovese, la Meloni ha poi spiegato: “Valuteremo in Aula. Non è questo il momento per affrontare la vicenda, non è un tema da campagna elettorale. E’ chiaro che noi abbiamo un’idea precisa e diversa d’onestà, ma ritengo che le mele marce siano marce ovunque”. Spazio, inoltre, è stato riservato a Pino Galluzzo, già consigliere provinciale e ambasciatore dei problemi della Valle del Mela, il    quale ha tenuto a sottolineare come l’industria inquinante non debba avere diritto di cittadinanza in un’isola come la Sicilia, un’isola che fa del turismo la propria principale fonte di ricchezza.