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Barcellona (Me): estorsione all’AIAS, chiesti 17 anni per boss D’Amico

++ EMENDAMENTO SEVERINO, RESPONSABILITA' TOGHE INDIRETTA ++Il pubblico ministero Giuseppe Verzera ha chiesto 17 anni di reclusione per Carmelo D’Amico, esponente mafioso di Barcellona Pozzo di Gotto, accusato di ripetuta e continuata estorsione ai danni dell’AIAS della città del Longano. L’estorsione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si protrasse per ben 9 anni, tra il 1999 e il 2008, quando l’associazione fu costretta a dichiarare fallimento.

A far emergere i fatti le dichiarazioni dell’ex presidente dell’AIAS Barcellona, Luigi La Rosa, poi confermate anche da alcuni collaboratori di giustizia. Nel 2011 l’inchiesta portò a quattro arresti: oltre D’Amico in manette finirono Giovanni Rao, Mariano Foti e Carmelo Giambò. Secondo quanto emerso, La Rosa fu costretto a sborsare parte dei finanziamenti pubblici, con “mazzette” anche da 20.000 euro, e ad assumere personale “suggerito” dall’organizzazione criminale.

Nei mesi scorsi La Rosa, anch’egli sotto inchiesta nell’ambito di questo procedimento per la gestione dei finanziamenti pubblici concessi all’AIAS, ha ricevuto una lettera di minacce con un proiettile. La sentenza per D’Amico dovrebbe essere emessa il prossimo 30 maggio.