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Messina: crisi settore alberghiero. Il “San Domenico Palace Hotel” come il Jolly Hotel? la storia di una città che affonda…con stile

san domenicoLa notizia è una di quelle sulla quale nessuno avrebbe mai giurato: il lussuosissimo “San Domenico Palace Hotel” di Taormina, simbolo del turismo d’elite taorminese è a rischio stagionalizzazione. Lo storico albergo ricavato all’interno di un antico monastero domenicano, sta risentendo oltre le previsioni della crisi del turismo invernale che sta investendo Taormina negli ultimi anni, ed i 70 dipendenti riuniti in assemblea ieri mattina, hanno votato all’unanimità uno sciopero per convincere il gruppo “Acqua Marcia” (Atm Real Estate) a non chiudere per l’albergo all’inizio del prossimo autunno.

Lo scorso venerdì era stato programmato un incontro in prefettura per raggiungere un accordo tra le parti, ma il gruppo che gestisce il San Domenico ha disertato l’appuntamento ed al momento non è stato fissato altro incontro per dirimere la querelle con il sindacato.

Il San Domenico è il simbolo dell’economia taorminese, quella che punta sul lusso, sul turismo, che vive del sogno di una Taormina “Hollywoodiana”; se anche il San Domenico non riuscirà a superare la crisi del settore alberghiero vorrà dire che Messina e la sua provincia sono davvero destinate ad un lungo declino.

Non possiamo non ricordare la storia del Jolly Hotel dello Stretto, che a Messina era considerato come una delle più importanti strutture alberghiere, la più suggestiva, quantomeno, per godere di una posizione davvero strategica.

In pieno centro, il Jolly Hotel si affaccia sulla passeggiata a mare, le sue camere e il suo ristorante guardano al porto, alla Madonnina ed all’intero Stretto. Pochi, sono gli alberghi che possono vantare un privilegio simile, eppure l’albergo, che ha fatto la storia della città è chiuso, abbandonato da anni e messo all’asta.

L’edificio vale, secondo le stime del Tribunale, almeno  8.315.000 euro, era questa la base d’asta che veniva bandita nel 2011. Ad oggi l’albergo risulta ancora chiuso, “arenato” sul marciapiede di via Garibaldi, come “un’animale ferito”.

Il Comune era stato pregato più volte di intervenire per evitare che lo storico hotel chiudesse battenti, ma l’albergo è stato lasciato a sé stesso ed ora vederne abbassate le saracinesche fa riflettere sullo stato di una città che dorme e non vuole svegliarsi.

Anche le Isole Eolie rischiano di esser travolte dalla crisi del settore; nell’aprile dello scorso a Lipari un noto albergatore si toglieva la vita attanagliato dai debiti, a Vulcano due storici alberghi “Les sables noir” e “l’Eolian Hotel” hanno chiuso nello sconcerto generale. Ora l’allarme a Vulcano sembra essere rientrato, ma la situazione del turismo messinese appare quanto mai precaria. Le autorità non possono permettere che location come il San Domenico ed altri, che rappresentano l’immagine del turismo messinese nel mondo, facciano la fine del Jolly Hotel. Passeggiando per Messina o lungo corso Umberto a Taormina, tutto sembra normale, grazie all’illusione dei crocieristi che “mordi e fuggi” invadono i negozi, ma è una normalità apparente, è l’ipocrisia di una provincia che “affonda” con stile.