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Doppio menù a scuola: uno per i più ricchi e l’altro per i più poveri: polemica

scuola“Faccio un appello contro quell’ ignobile scelta del Comune di Pomezia, che nega il dolce ai bambini più poveri. E’ una vergogna: il bambino con il papà che può permettersi una certa retta avrà il pasto completo con il dolce, l’altro avrà il vassoio senza il dolce. Ma io mi domando: dove andremo a finire…?”, ha detto il presidente della Regione Nicola Zingaretti.

Dal prossimo anno scolastico, infatti, nelle mense delle scuole materne ed elementari di Pomezia, comune laziale guidato dal sindaco del Movimento 5 Stelle Fabio Fucci, compariranno due menù: uno meno costoso (4 euro) ed uno più costoso (4,40 euro). A fare la differenza è il dolce alla fine del pasto.

Il sindaco M5S si difende: “La polemica sul doppio menù è solo elettorale. E’ stata una decisione presa con i rappresentanti dei genitori. Noi aiuteremo chi ha più bisogno, come già facciamo oggi. E’ stata una decisione presa insieme con le rappresentanze dei genitori e del bando se ne parla da mesi”, puntualizza.

“Provvedimenti del genere vogliono trasformare la scuola dell’uguaglianza in una scuola delle differenze economiche e delle discriminazioni. Semplicemente assurdo!”. Lo scrive sul suo profilo FB l’assessore alla Scuola di Roma Capitale Alessandra Cattoi.

“Non conosco bene il caso, ma io sono per l’autonomia scolastica e non mi sembra una situazione di discriminazione”, ha detto il ministro dell’istruzione Stefania Giannini. Di parere diverso Piero Fassino: “E’ corretto distinguere le rette tenendo conto del reddito delle famiglie, ma dare a un bambino un dolce e a un altro no è poco convincente. Si espongono i bambini alla stupida e avvilente situazione di chi lo riceve e chi no. Basta selezionare sulle tariffe, introdurre la selezione del dolce è ridicolo e umiliante per i bambini”. Lo ha detto a Radio 24 il presidente dell’Anci Piero Fassino.