L’On. Lacquaniti (SeL) a StrettoWeb: “sono al fianco dei calabresi per tentare di risolvere i problemi”

LacquanitiIntervista in esclusiva per StrettoWeb di Luigi Lacquaniti, deputato di SeL, originario di Palmi:

Onorevole Lacquaniti, Lei ha origini calabresi, ha vissuto sino a 8 anni a Palmi, che ricordo ha della nostra terra? Viene a visitare i luoghi di nascita?

Ricordo in modo vivido i primi anni di vita vissuti in Calabria, dove sono tornato ogni anno, durante tutta l’infanzia e la giovinezza, fino a quando gli impegni di studio e di lavoro me l’hanno consentito. Ancor oggi non riesco a stare troppo a lungo lontano dalla Calabria. Un amore che credo, mi abbia trasmesso il nonno paterno di cui porto il nome e che ricordo con grande nostalgia: docente universitario a Messina, geografo, poeta, profondamente attaccato alla Calabria. E poi ci sono stati i dipinti e le litografie di un cugino, Enotrio, noto pittore calabrese, che in modo struggente è riuscito a raffigurare l’essenza di questa terra e dei suoi abitanti. Fin da bambino mi sono rispecchiato in quei colori.
Anche quest’anno tornerò in Calabria assieme ad Arianna e Aurora, le mie bambine, cui amo ricordare che anche loro, pur essendo nate al nord, sono un po’ calabresi. Non escludo che un giorno possa tornare a vivere stabilmente in Calabria: la vita è fatta di tante stagioni.

La Calabria, e la provincia reggina in particolare, ha numerose problematicità, da parlamentare ha compiuto qualche atto per la sua terra d’origine?

Da quando sono stato eletto, sono tornato in Calabria lo scorso novembre, con la delegazione del Gruppo parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà di cui faccio parte, in visita in alcuni Comuni rappresentativi per peculiarietà e problematiche. Sono tornato anche singolarmente, varie volte, in occasione di alcuni eventi a cui sono stato invitato. I problemi della Calabria sono immani, e tuttavia non mi tiro indietro, sono al fianco dei calabresi per tentare di risolvere i loro problemi. Solo pochi giorni fa, assieme agli Onorevoli Aiello e Costantino, e ad altri colleghi, abbiamo chiamato il Ministro dell’Interno Alfano a rispondere, in merito alle recenti intimidazioni subite dal Sindaco di Benestare e dagli Amministratori di Marano Marchesato. A dispetto delle misure adottate dal Governo a difesa di questi Amministratori, ho ricordato al Ministro che la lotta alla mafia non sarà mai efficace, fino a quando sarà legata a una logica puramente emergenziale. La lotta alla mafia richiede l’impiego di risorse adeguate, controlli assidui sugli appalti e sull’amministrazione dei Comuni, il rilancio delle economie locali e la creazione di posti di lavoro. E poi dev’essere anche un fatto culturale, che coinvolga la popolazione e sia capace di rovesciare convinzioni e luoghi comuni sedimentati.

A novembre ci saranno le elezioni regionali dopo le dimissioni di Scopelliti, il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, esponente del suo partito, SeL, sarà candidato alle primarie, Lei cosa ne pensa?

Speranza è stato un bravo sindaco, in prima linea nella difesa della legalità e nella tutela degli interessi dei cittadini di Lamezia Terme. Purtroppo ha dovuto fare i conti con risorse limitate e con le politiche di spending review che, com’è noto, hanno colpito duramente i Comuni. A lui va il mio augurio sincero. Sono certo che i Calabresi sapranno scegliere il candidato unitario del Centrosinistra, capace di battere le Destre e di far dimenticare la stagione ingrata di Scopelliti.

Nel 2004 prova in prima persona l’esperienza del licenziamento, cosa pensa della condizione lavorativa in Italia e in special modo del Sud?

Fu un periodo di difficoltà. Era appena nata mia figlia, c’era il mutuo da pagare, e andavamo avanti col solo stipendio di mia moglie. Fino a quando due anni dopo, terminata una lunga vertenza, non riuscii a trovare un altro lavoro. Fui fortunato: un lavoro di responsabilità, ben pagato, a pochi minuti da casa. Ma fu grazie a questa esperienza che scoprii le difficoltà che incontra un lavoratore in questo Paese, che si trova improvvisamente disoccupato e senza le tutele dello Statuto dei lavoratori.
La mancanza di lavoro nelle Regioni meridionali dev’essere il primo problema nell’agenda del Governo nazionale e delle Amministrazioni regionali. La disoccupazione è ormai a livelli insostenibili. Soprattutto fra i giovani, che devono essere messi in grado di accedere a nuove professionalità e mestieri. Occorre una politica adeguata che faciliti la creazione di startup, per cui però è necessario un più facile accesso al credito, oggi del tutto impedito. E occorre una formazione più rispondente alle esigenze del mondo del lavoro, che sono radicalmente mutate.

Alle elezioni europee L’Altra Europa con Tzipras, di cui SeL è parte integrante, insieme al Prc, intellettuali, movimenti ed associazioni, ottiene un buonissimo risultato oltrepassando lo sbarramento, Lei pensa possa essere l’inizio di un progetto nuovo per una sinistra moderna ed innovativa?

Non ho mai nascosto il mio scetticismo verso la scelta di L’Altra Europa, che tuttavia in ossequio alle decisioni congressuali ho sostenuto lealmente. Auguro buon lavoro ai tre eletti della Lista. Sono certo che possano offrire un contributo fattivo per la scelta di un Commissario europeo, che rappresenti la compagine europea di centrosinistra, e sia capace di prendere risolutamente le distanze dalla politica della Merkel. Tuttavia non credo che l’esperimento di L’Altra Europa possa essere replicato in Italia, dove abbiamo già assistito in passato all’esperienza fallimentare della Sinistra Arcobaleno. Sono sempre stato convinto che l’opzione maggioritaria fosse aliena dall’esperienza politica italiana, e contro di essa mi sono battuto. Penso però che il riconoscimento ottenuto in queste elezioni da Renzi, di cui pure non condivido tante cose, ci obblighi a fare i conti con un quadro politico improvvisamente mutato, dove il Maggioritario è ormai un fatto compiuto. SEL dovrà fare i conti con questo scenario, pena la definitiva emarginazione. L’assunzione di responsabilità di governo da parte di Sinistra Ecologia Libertà, anche se con equilibri di coalizione differenti, può rivelarsi determinante per scelte di governo più vicine ai lavoratori e ai giovani.