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L’Agenzia dei beni confiscati resta a Reggio, i senatori del NCD: “Garantisce più legalità”

IMG_20140512_103122Poco fa, presso la sede del Coordinamento del NCD reggino, alla presenza della stampa si sono riuniti i senatori Giovanni Biliardi, Nico D’Ascola e Antonio Caridi per ritornare su un tema che in questi giorni sta tanto facendo parlare l’Italia, e non solo Reggio Calabria: l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla mafia.

L’Agenzia qui a Reggio, e questo è emerso chiaramente dall’incontro, è un forte segnale di legalità.

Scongiurato il rischio dell’eliminazione delle sedi decentrate e dell’accorpamento delle stesse in un’unica sede a Roma, D’Ascola commenta così quanto è accaduto: “Quella di oggi non vuole essere una nostra posizione di campanile; vogliamo adesso, al di là della campagna elettorale, difendere l’efficienza di queste strutture, perché riteniamo che proprio tale efficienza sia amplificata dalla loro posizione geografica: l’Agenzia sta dove deve stare, ossia dove i beni immobili hanno una loro effettiva collocazione. Per ratio – continua D’Ascolaè giusto che questi uffici siano vicini sia agli immobili confiscati che a dove esiste effettivamente la criminalità”.

Necessità di avere una magistratura preparata, di una vicinanza geografica e di un funzionamento dell’Agenzia, come è sempre stato, da supporto alla magistratura, ecco su cosa il NCD punta.

Chiederemo ad Alfano – ha esordito il senatore Caridiun rafforzamento dell’Agenzia. Verso quest’ultima – ha voluto evidenziare il senatore – non abbiamo riscontrato un briciolo di interesse, visto quanto accaduto in questi giorni, né da parte di Rosy Bindi, che è molto spesso qui a Reggio, né da parte del PD”.

IMG_20140512_103145D’Ascola, inoltre, nel sottolineare che la cosa più importante è stata la posizione presa da Alfano nei confronti del disegno di legge presentato dal viceministro Filippo Bubbico, ricorda ai presenti anche un’ulteriore buona ragione per cui la sede principale dell’Agenzia deve continuare ad esistere a Reggio Calabria: “Tutte le varie sedi dell’Agenzia (ricordiamo oltre Reggio, anche Roma, Palermo, Napoli e Milano) – ha detto D’Ascolaad eccezione di Roma, sono ubicate in immobili confiscati alla mafia, quindi hanno un prezzo quasi equivalente a zero. L’unica sede che, invece, costa è quella di Roma, perché la struttura appartiene alla BNL. Proprio per tali ragioni – conclude il suo ragionamento D’Ascolala soluzione di Roma ci è apparsa prettamente burocratica”.

Il collegamento con il territorio non solo non costa nulla, ma sostiene la magistratura, è questo che si è voluto fare intendere.

Per quanto riguarda, invece, una polemica nata sulla base della poca sintonia che probabilmente è emersa dalla decisione del viceministro di presentare il disegno di legge e la forte opposizione a questo del ministro Alfano, D’Ascola ha continuato precisando che “non si può certo evitare ad un viceministro di fare ciò che è suo prerogativa fare, si può, però, prendere in seguito una posizione a quanto deciso, così come ha fatto in primis Alfano, e poi noi”.

Certo, tra un viceministro facente parte del PD e un ministro del NCD una certa dissonanza di idee è anche logico che ci sia, ma quello che oggi i senatori hanno voluto specificare è che si deve avere “una mentalità tollerante, anche considerando il contesto democratico in cui fortunatamente ci troviamo a vivere, dove è fisiologico avere opinioni divergenti”.