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Grasso: “Urge commissione d’inchiesta per le stragi degli anni 90”

RIFORME: CAOS SENATO. E CAV AVVERTE, SIAMO NOI KING MAKERUna commissione speciale d’ inchiesta su tutte le stragi irrisolte del nostro Paese, mafiose e terroristiche insieme. La chiede il presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione dell’iniziativa in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. “Ho chiesto una commissione speciale di inchiesta ed ho chiesto che vengano resi pubblici tutti quei documenti che possano dare ai cittadini strumenti di riflessione e di conoscenza”, dice Grasso.

Troppi infatti sono ancora i misteri che circondano i punti snodali della storia recente del Paese, compresa la ‘guerra’ mafia-Stato.

Le indagini giudiziarie sulle stragi di Capaci e di via d’Amelio “hanno identificato gli esecutori e i mandanti interni a Cosa Nostra, ma non hanno escluso il concorso nelle due stragi di altre entità esterne”, aggiunge Grasso. “La storia di Cosa nostra degli ultimi 30 anni – ha spiegato – è storia di misteri irrisolti, per questo resta un dubbio sui veri fini delle azioni, sui veri mandanti. Purtroppo in molti casi le rivelazioni dei pentiti, i processi, le inchieste hanno chiarito solo in parte i fatti e le responsabilità”.

Per Grasso per questo molte volte “è prevalsa l’opinione che la mafia in certi casi, in certi momenti, altro non sia stata che il braccio armato di poteri occulti in grado di poter indicare ai mafiosi strategie, questioni d’affari o politiche da risolvere con la violenza”. Ancora oggi, ha concluso, “i vuoti da colmare, le verità da cercare sono molte e spesso hanno dato adito a una dietrologia mediatica troppo fantasiosa, ma le istituzioni devono sempre tendere alla ricerca della verità, fino all’ultimo respiro la si deve cercare”.

Pace fatta con Renzi – “Per me la questione è chiusa”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, risponde a chi gli chiede della polemica tra i tecnici di palazzo Madama e la presidenza del Consiglio sulle coperture al dl Irpef.

“Io sono intervenuto a difesa delle istituzioni”. Lo ribadisce il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo ancora sulla polemica nata a proposito delle perplessità avanzate dai tecnici del Senato sulle coperture per il decreto Irpef. Cosa ben diversa, invece, osserva, è lo scontro politico-elettorale che si è avuto tra gli altri protagonisti della vicenda.

La politica si guardi allo specchio – Sui temi della corruzione e della legalità “penso che sia arrivato il momento di dedicargli una sessione speciale del Parlamento”. Lo dice il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, ricordando Falcone e Borsellino a Montecitorio. “E’ arrivato il momento che la politica esprima un giudizio su se stessa”, aggiunge.

“Ancora una volta quando la magistratura indaga scoperchia la pentola di un Paese ricattato dalla corruzione: ma la memoria di Borsellino ci insegna che la politica può essere sanzionata per via giudiziaria, ma dovrebbe innanzitutto imparare a sanzionare se stessa per via politica”. Bindi ha anche ricordato che domani il commissario unico per l’Expo Sala Giovanni Sala sarà ascoltato dall’Antimafia.

Boldrini: attenzione alle generalizzazioni – La Presidente della Camera Laura Boldrini invita tutti a distinguere dopo gli arresti per la corruzione negli appalti per l’Expo: “E’ una grande occasione e si deve buttare fuori quello che di sporco c’è, ma la corruzione – dice a Montecitorio – non è un fatto endemico. Si può e si deve distinguere. Sull’ Expo non ci debbono essere ombre di alcun tipo”.