Europee, Messina s’è destra: l’analisi del voto sui 10 candidati peloritani

Spoglio-in-direttaIl risultato politico delle ultime elezioni europee è fuor di dubbio: i rapporti di forza fra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, l’onda lunga del consenso renziano, la diaspora fra Crocetta e l’establishment del centro-sinistra sono dati su cui si è ampiamente riflettuto. Meno si è discusso, invece, sulla performance dei candidati messinesi, sull’appeal che essi hanno esercitato nella città, in provincia e – più in generale – a livello regionale.

Se è vero che veicolare un messaggio politico non è un’impresa semplice e che andrebbe monitorato l’excursus dell’intera campagna (con un occhio sulle rilevazioni statistiche sin dai primi giorni), è altresì vero che un’analisi che si rispetti deve concentrarsi sui numeri poiché essi costituiscono l’essenza della democrazia. Vediamo pertanto il verdetto delle urne, soffermandoci sui candidati messinesi presenti in ogni lista.

partito democratico pse europeeL’indiscusso vincitore di questa tornata, il Partito Democratico, prudentemente non schierava alcun pezzo da novanta, preso com’era a districarsi dall’annosa querelle legata alle vicende giudiziarie dell’ex ras delle preferenze, Francantonio Genovese. Aver tenuto botta, per usare un’espressione gergale, è pertanto merito del governo o, per meglio dire, del fascino comunicativo di chi siede a Palazzo Chigi, con buona pace dei cuperliani al fianco di Fiandaca. Prova ne sia il consenso raccolto da Soru e Chinnici, soggetti estranei ai giochi di potere locali.

1393549_10151701126270233_502158432_nNel Movimento Cinque Stelle, viceversa, due nomi spiccavano sugli altri: l’ex aspirante sindaco, Maria Saija, e Paola Sobbrio. Quest’ultima, in termini regionali, ha ottenuto un apprezzamento lievemente più consistente della collega, raccogliendo 25.132 preferenze. Di queste, però, soltanto 3.999 provenivano dalla provincia di appartenenza e 2.177 dalla città. Sottotono. La Saija, invece, artefice di una prestazione più che dignitosa con 24.366 voti, ha mostrato un buon feeling con la realtà natia: le 3.783 preferenze della città e le 9.330 dalle realtà limitrofe stanno lì a testimoniarlo. Un dato non casuale, vista l’origine milazzese della pentastellata.

In seno a Forza Italia, Francesca Reitano ha deluso le aspettative: su 15.738 preferenze totali, 7.404 venivano dalla provincia e appena 1.558 dal centro. Cifre che hanno lasciato l’amaro in bocca, consentendo al partito di Berlusconi di eleggere il solo Pogliese.

nino germanà

Da una costola di Forza Italia è nato il Nuovo Centro Destra e se il partito di Alfano può nutrire fiducia o speranza nel futuro, buona parte del merito in Sicilia va data al gruppo che ruota attorno a Vincenzo Garofalo e Nino Germanà, artefice – quest’ultimo – di un autentico trionfo con 23.571 preferenze regionali. Il giovane esponente brolese ha raccolto attorno a sé 14.373 voti dalla provincia, strappando la medaglia d’argento in città con 4.221 schede a suo favore.

73_ciccio rizzoSempre nell’ambito della destra, una prestazione di rilievo l’hanno ottenuta Pino Galluzzo (6.955 voti totali) e Ciccio Rizzo (6.452). Rizzo, peraltro, può legittimamente festeggiare per il dato provinciale: 2.121 preferenze in centro e 4.283 in provincia evidenziano il suo radicamento territoriale. Male Galluzzo: le 270 preferenze raccolte a Messina svuotano di significato le 4.915 della provincia.

Spostandoci sull’altro versante, una buona prestazione si è registrata nella lista Tsipras da parte di Antonio Mazzeo (13.413 voti regionali, 4.171 provinciali, 2.174 cittadini) e di Olga Nassis (a sua volta 9.548, 2.795 e 1.266). Male, secondo il trend, Italia dei Valori e Scelta Civica: le 325 preferenze provinciali di Antonio Alessi e le 890 di Alberto Di Mario non costituiscono certo un buon punto di partenza.