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Elezioni Europee: Ppe aumenta margine di vantaggio sui socialdemocratici nonostante il boom del Pd

europee 2014Le prime proiezioni basate su risultati confermano e rafforzano il vantaggio del Partito popolare europeo sui socialdemocratici nelle elezioni europee, ma riaffermano allo stesso tempo la pesante emorragia di voti dalle due famiglie politiche piu’ importanti d’Europa, a vantaggio di partiti e movimenti euroscettici ed estremisti. I primi risultati danno 212 seggi al Ppe (su 751), uno in piu’ rispetto agli exit poll, ma in forte calo rispetto alle elezioni del 2014 quando ne aveva 274. I socialdemocratici registrano invece 185 seggi rispetto ai 193 previsti a inizio sera e meno dei 196 di quattro anni fa. Il candidato del S&D alla presidenza della Commissione, Martin Schulz, ha atteso diversi minuti prima di rilasciare le sue prime dichiarazioni e, arrivato in Parlamento europeo, e’ sembrato molto contratto e deluso parlando a una platea di un migliaio di giornalisti nell’euroassemblea a Bruxelles. Il candidato del Ppe, Jean-Claude Juncker, non ha invece nascosto il suo entusiasmo spingendosi a dire di sentirsi “pienamente autorizzato a diventare il prossimo presidente della Commissione europea. “Resta comunque da capire quale maggioranza governera’ l’Europarlamento, con l’opzione piu’ probabile che Ppe, socialdemocratici e liberali (71 seggi) si uniscano in una coalizione anti-euroscettici, a cui potrebbero aggiungersi i verdi che passano da 57 a 55 seggi. Meno chiaro quel che fara la sinistra di Tsipras che cresce da 35 a 45 seggi. Le forze anti-europee ed estremiste sono quelle che segnano il vero avanzamento, seppure resta difficile capire il loro effettivo peso nel Parlamento europeo, dal momento che restano divisi e comunque minoritari. L’Efd, di cui fa parte la Lega, sale a 36 seggi dai 31 nel 2009. I parlamentari non allineati ad alcun gruppo aumentano da 33 a 40. A questi si devono poi aggiungere altri 67 eurodeputati, la cui posizione deve ancora essere stabilita, ma tra cui prevalgono estremisti ed euroscettici. In totale 143 parlamentari sono potenzialmente anti-Europa, ma non e’ detto. I liberali ritengono di poter accrescere i propri seggi di cinquanta unita’, per esempio. E alcuni tra i 67 non allineati e tra i 40 indipendenti potrebbero virare verso posizioni moderate.