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Elezioni, day-after: il brusco arresto dell’ascesa di Scopelliti

affluenza europeeNel “day after” di ogni tornata elettorale ogni partito, almeno in pubblico, interpreta le elezioni a modo proprio. E’ l’aspetto più contraddittorio e – se vogliamo – anche divertente della politica, che a parole riesce a capovolgere anche ciò che è inequivocabile: cioè i numeri. I responsi delle urne non sono mai opinioni, ma numeri netti, precisi e inequivocabili.

Riepiloghiamo quelli delle europee: il Partito Democratico ha raccolto il 40,8% dei voti, seguito dal Movimento 5 Stelle fermo al 21,1%.
Poi tutti i partiti dell’area di centro/destra: Forza Italia 16,8%, Lega Nord 6,1% e NCD-UDC 4,4%.
Appena sopra la soglia di sbarramento la lista Tsipras al 4,0%, mentre Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale s’è fermata al 3,7%.
Insignificanti le percentuali per le altre liste minori: 0,9% per i Verdi, 0,7% per Scelta Europea e Italia dei Valori, 0,2% per Io Cambio-MAIE.

Questa è la nostra interpretazione:

  1. Renzi è riuscito a convincere a votare PD anche chi un anno fa non ci pensava nemmeno lontanamente: il risultato è che in Italia si è concretizzata la speranza di avere un partito democratico che possa rappresentare tutta la parte moderata-progressista della società.
  2. Il fenomeno Grillo si è molto ridimensionato: il verdetto è che  la gente non ama i salti nel buio (anche quelli che pensionati non sono) e non è disposta a considerare un blog come il vangelo.
  3. Forza Italia ormai, sempre di più in declino, non riesce più catalizzare il consenso dei moderati-liberali ed evidentemente neanche quello dei conservatori. L’ormai ex cavaliere non pare più in grado di far stare insieme le diverse anime della destra.  Il verdetto è che il berlusconismo è finito.
  4. NCD non è ancora pronta a rappresentare l’elettorato moderato–liberale:  altri tre anni di governo potranno agevolarlo nel progetto, ma è ovvio che dovrà farlo rosicchiando consensi  a Forza Italia. Ci riuscirà?
  5. SEL & C hanno confermato che la sinistra storica esiste ancora e che loro ne sono l’emblema: è meglio così anche per il PD, che può con maggiore autorevolezza interpretare il ruolo prima indicato.
  6. All’estrema destra, con differenti motivazioni, troviamo la Lega e Fratelli d’Italia, inequivocabili punti di riferimento della parte più conservatrice della società. La Lega, nelle stesse regioni in cui è presente, avendo ormai bruciato l’aureola di santità che si attribuiva, è anch’essa largamente ridimensionata rispetto a suoi tempi d’oro;  Fratelli d’Italia, ricalcando  le orme del  vecchio MSI,  potrà sempre di più proporsi come  punto di riferimento per i nostalgici di un tempo che fu.

ScopellitiEd in ambito locale? Nel contesto assai più ridotto della Calabria, valgono in linea di massima le stesse considerazioni  fatte prima. Ma il verdetto più rilevante che le ultime elezioni hanno espresso nella nostra Regione è  il drastico ridimensionamento di Scopelliti. Per l’ex Governatore infatti, come causa della sua mancata elezione al parlamento europeo, pesa il fatto che ha ottenuto quasi la metà dei voti preferenza rispetto a quelli di cui era accreditato.  Il plebiscito che avrebbe dovuto sancire il gradimento della gente nonostante la condanna, non c’è stato. Lasciamo ai suoi analisti politici di scoprire le cause delle varie defezioni. Noi prendiamo atto che quella che sembrava una inarrestabile ascesa:  ha trovato un brusco arresto.