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Catturato a Castrovillari il latitante reggino Domenico Pepe’

gdfTratto in arresto dai finanzieri della compagnia di Castrovillari Pepe’ Domenico, detto “zio mimmo”, pregiudicato originario di rosarno, nel reggino, ricercato da oltre sei mesi e già noto agli ambienti investigativi, quale affiliato ex art. 416 bis del codice penale, in quanto figura collegata alle cosche di ‘ndrangheta Piromalli/Pesce.

Il soggetto, in passato, era stato coinvolto nella vicenda dell’estorsione perpetrata ai danni della medcenter container terminal s.p.a., società che gestisce lo scalo merci del porto di gioia tauro.

Un blitz fulmineo, quello dei finanzieri, scattato nel tardo pomeriggio di venerdì scorso, allorquando ha preso concreta certezza la presenza del pericoloso latitante all’interno di una struttura adibita ad agriturismo sita in castrovillari.

La complessa operazione, in effetti, era originata nel corso di un normale servizi di controllo del territorio predisposto dal comandante provinciale della guardia di finanza di cosenza, durante il quale i militari operanti avevano notato un veicolo con a bordo un soggetto attempato, persona non del luogo, che si dirigeva frettolosamente e con circospezione in una delle strade interpoderali del circondario castrovillarese.

La circostanza aveva destato particolare curiosità nei finanzieri che, insospettiti, decidevano di far convergere sul posto un’altra pattuglia della compagnia, impegnata in ordinarie attività di servizio e controllo del territorio, svolte in borghese e con auto civetta, con lo scopo di seguire a distanza il veicolo ed individuare dove lo stesso fosse diretto. In breve tempo i finanzieri riuscivano ad intercettare l’autovettura sospetta ferma in sosta all’altezza di una struttura ricettiva posta ai piedi della splendida cornice del pollino.

L’intuizione degli operanti si mutava in concretezza e stupore nel momento in cui la consultazione degli archivi informatici e delle banche dati in uso al corpo della guardia di finanza disvelava chiaramente che il veicolo osservato, nel passato, era già stato fermato e controllato da altra forza di polizia con a bordo il predetto pepe’ domenico, sempre nell’area del pollino.

Veniva predisporre, quindi, un intervento operativo in una cornice che potesse garantire la massima sicurezza, per i militari, per il soggetto attenzionato e, soprattutto, per tutte le persone eventualmente presenti all’interno della struttura.

Visti i “particolari” precedenti del sospetto, ai finanzieri di castrovillari, unitamente al loro comandante, cap. Marco mandorino si aggiungevano, in supporto, i “baschi verdi” del gruppo di sibari, comandato dal tenente colonnello sergio rocco, appositamente addestrati anche per l’esecuzione di specifici interventi considerati ad “alto rischio” come poteva potenzialmente presentarsi quello in essere.

Scattato l’intervento, all’intero di una delle camere veniva rintracciato il soggetto che era stato notato nelle prime ore del pomeriggio. Era accompagnato da una donna che, in seguito, si scoprirà essere una stretta parente.

Entrambi, avuto chiaro il motivo dell’ irruenta ed inattesa “visita”, dopo un primo, apparente, atteggiamento di stupore alla vista dei militari, non opponevano alcuna resistenza e al ricercato – ormai “ex” – non restava che, con grande rassegnazione, ammettere le sue generalità e consegnarsi per essere messo a disposizione dei magistrati del tribunale di palmi che, con due distinti provvedimenti, ne avevano richiesto la custodia cautelare in carcere al fine di espiare una condanna definitiva, a 1 e 8 mesi di reclusione, per violazione delle misure di prevenzione adottate nei confronti delle persone pericolose per la pubblica sicurezza, nonché l’applicazione della misura restrittiva della custodia cautelare in carcere per reati di truffa aggravata e associazione a delinquere finalizzata alla erogazione di contributi pubblici. Pepe’ domenico veniva, quindi, condotto presso la caserma, per la compilazione degli atti di rito e, subito dopo, accompagnato presso la casa circondariale di castrovillari.

L’intervento si e’ concluso nel rispetto dell’incolumità di tutti.

La professionalità e la competenza manifestata hanno permesso ancora una volta di mostrare all’esterno il peculiare ruolo di polizia economico-finanziaria svolto dalla guardia di finanza la quale si pone sempre più quale insostituibile punto di riferimento e fondamentale risorsa non solo per sostenere lo sviluppo e le crescita del paese, in questo particolare momento di difficoltà economica, ma anche per assicurare le massime condizioni di legalità e sicurezza su cui si fonda il patto sociale con i cittadini, assicurando alla giustizia tutti coloro i quali, attraverso la commissione di atti illeciti e dannosi per la collettività, cercano di imporre il controllo del territorio ad opera delle organizzazioni criminali, in netta contrapposizione ai poteri dello stato di diritto, costituendo una minaccia di assoluto rilievo per la sicurezza economica e finanziaria di tutto il paese.