Catania, sequestro ad affiliato al clan Santapaola: tutti i dettagli

Seq. Vacante - 3Sin dalle prime ore del mattino la Direzione Investigativa Antimafia di Catania, sta eseguendo un decreto di sequestro di beni, emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Catania in accoglimento della proposta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal dr. Giovanni SALVI, nei confronti di Roberto VACANTE, 51enne di Catania, ritenuto affiliato alla consorteria mafiosa SANTAPAOLA, coniugato con SANTAPAOLA Irene Grazia, figlia di SANTAPAOLA Salvatore (deceduto il 3.1.2003), fratello di SANTAPAOLA Benedetto, rappresentante provinciale dell’organizzazione Cosa Nostra e cognato di SANTAPAOLA Antonino (classe 61) e Vincenzo (classe 56) entrambi esponenti dell’organizzazione mafiosa suddetta ed attualmente detenuti in quanto imputati in processi di mafia.

Con il provvedimento del Tribunale di Catania è stato disposto il sequestro di due ville – di cui una a Catania, composta da dieci vani più accessori e una su tre livelli a Tremestieri Etneo – un’impresa di gestione di impianti sportivi, annoverante numerosissimi associati e comprendente diversi campi di calcio in pieno centro, un’associazione esercente l’attività di pub, un motociclo e disponibilità bancarie per un valore complessivo di circa due milioni di euro.

Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale espletate dalla D.I.A., che abbracciano l’arco temporale compreso tra il 1988 e il 2013, volte a rilevare anche la capacità reddituale del VACANTE e del suo nucleo familiare, hanno permesso di identificare una serie di beni che, benché formalmente intestati ai suoi prossimi congiunti, sono stati ritenuti effettivamente riconducibili alla titolarità di quest’ultimo attraverso l’intestazione degli stessi alla propria moglie SANTAPAOLA Irene Grazia ed al fratello VACANTE Giancarlo.

L’esito degli accertamenti patrimoniali ha evidenziato, in particolare, forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’organico e prolungato inserimento del VACANTE nell’ambito del clan “SANTAPAOLA”.

L’adesione del VACANTE Roberto al consesso mafioso SANTAPAOLA deve farsi risalire sin dagli inizi degli anni 90’, quando in data 11.06.1993 venne tratto in arresto unitamente ad altri 33 coindagati, tutti appartenenti al clan “Santapaola”, in esecuzione di ordinaza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “VEGA”, in quanto ritenuto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni, rapine usura ed omicidi.

Lo stesso veniva nuovamente tratto in arresto in data 07.12.2000 nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “ZEFIRO” unitamente ad altri 8 soggetti, responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni ed al gioco d’azzardo.

VACANTE Roberto veniva tratto in arresto da personale di questo Centro Operativo in data 09.10.2007, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania in data 01.10.2007, nell’ambito dell’operazione “Arcangelo”, in quanto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di traffico di stupefacenti ed estorsioni.

La sua intraneità all’organizzazione mafiosa “Santapaola-Ercolano” è stata inoltre confermata dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, tra cui LA CAUSA Santo, MIRABILE Giuseppe e MIRABILE Paolo.

VACANTE Roberto, annovera due condanne – ormai consacrate con sentenze passate in giudicato – per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. La prima sentenza di condanna ad anni 2 e mesi 10 di reclusione, emessa dalla Corte d’Appello di Catania in data 22.01.2003, definitiva il 7.2.2003, ha affermato la penale responsabilità del VACANTE in ordine all’appartenenza all’associazione a delinquere di stampo mafioso denominata “Ercolano-Santapaola” fino all’anno 1996. A questa ha fatto seguito una successiva pronuncia di condanna, per fatti accertati fino al novembre 2005, alla pena di anni sei di reclusione giusta sentenza del GUP di Catania del 9.2.2009 resa all’esito del procedimento “Arcangelo”, parzialmente riformata dalla Corte di Appello di Catania con sentenza del 14.7.2010, definitiva il 27.1.2012,con la quale ritenuta la continuazione con la precedente condanna, la pena è stata ridotta ad anni uno di reclusione.