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Catania: sbarcate a notte fonda le vittime del naufragio

-Solo a notte fonda, quando sul molo commerciale di Catania non erano rimaste che poche decine di persone, tra soccorritori, volontari, forze dell’ordine e giornalisti, dalla fregata “Grecale” sono state fatte sbarcare le 17 salme dei migranti vittime del naufragio avvenuto due giorni fa nel Canale di Sicilia. Ad uno ad uno, i corpi dei migranti morti sono stati calati attraverso la scaletta laterale della nave, e deposti nelle bare allineate sulla banchina. Soltanto due bare sono state trasportate a bordo: quelle delle due bambine, una di 4 o 5 anni, e una di pochi mesi.
Dentro ciascuna bara i volontari della comunità di Sant’Egidio hanno sistemato un fiore in segno di rispetto per quelle donne, una delle quali incinta, e quegli uomini, che cercavano un futuro sereno in Europa, trovando invece la morte in mare. Le bare sono state trasferite all’obitorio del cimitero etneo.
Sul naufragio la procura di Catania ha aperto un’inchiesta avviando già a bordo della Grecale le indagini. Gli uomini della Squadra Mobile e della Scientifica hanno individuato tra i sopravvissuti i due presunti scafisti della tragica traversata, come confermato dallo stesso comandante della Grecale, Stefano Frumento, che ha incontrato i giornalisti sul molo.
Ed è stato sempre il comandante a spiegare che, riguardo al numero dei dispersi, è difficile possano essere rimaste in mare duecento persone, come riferito dai 206 naufraghi: “Non è possibile dire quanti fossero di preciso – ha detto Frumento -.
Non posso dare delle certezze, però queste barche sono le stesse che si vedono spesso, e i numeri di solito vanno dai 200 ai massimo 250. Questi sono i numeri in media”.
Intanto la nave militare “Vega”, che ha preso il coordinamento delle ricerche nel tratto d’acque internazionali di competenza libica, dove è avvenuta la tragedia, adesso sta facendo rotta verso Porto Empedocle, con a bordo altri 295 migranti salvati nel Canale di Sicilia.