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La campagna elettorale di Scopelliti “sbarca” a Reggio e fa discutere: sarà un referendum

630 milioni reggioDopo 3 settimane di “tour” dagli “amici” delle altre Regioni, dalla Campania alla Puglia, dall’Abruzzo alla Basilicata fino alle altre province della Calabria, da oggi la campagna elettorale di Giuseppe Scopelliti “sbarca” a Reggio, nella sua città dov’è stato Sindaco per 8 lunghi anni dal 2002 al 2010 prima di essere eletto Presidente della Regione, un incarico da cui s’è dimesso dopo la condanna in primo grado nel processo Fallara a 6 anni di reclusione.
scopelliti02Una scelta ben precisa quella di Scopelliti, di puntare tutto su Reggio nella settimana decisiva. Scopelliti è l’unico reggino candidato alle europee tra tutte le liste di tutti i partiti e tutte le coalizioni. Quella di diventare un euro-parlamentare non era certo la sua massima ambizione, ma in questo momento politico dopo le note vicende giudiziarie è stata una via unica a cui è stato praticamente costretto dai fatti per rimanere protagonista della scena e non uscire completamente fuori dai giochi. Ha deciso di scendere in campo e di metterci la faccia, senza ombra di dubbio in Calabria e soprattutto a Reggio queste elezioni si possono considerare un vero e proprio referendum su Scopelliti, tra chi sta ancora dalla sua parte e chi invece l’ha abbandonato dopo il sostegno plebiscitario (oltre il 70%) con cui era stato prima rieletto Sindaco nel 2007, e poi acclamato governatore nel 2010, quando in provincia di Reggio raggiunse addirittura punte del 75%.

manifestoLa campagna elettorale, quindi, per forza di cose cade su Reggio e sui noti fatti relativi al Comune: un dibattito lunghissimo, infinito, che ha condizionato la legislatura regionale e che adesso mette in ombra tutti gli aspetti più continentali di una tornata elettorale che dovrebbe invece guardare all’Europa e non, invece, al territorio. Il dibattito, però, è su Reggio, e Scopelliti può senza ombra di dubbio sfruttare l’ultima delibera della Corte dei Conti che proprio pochi giorni fa ha approvato il piano di rientro del Comune sventando definitivamente, una volta per tutte, il rischio di dissesto scatenando così il centro/destra che in numerose conferenze stampa e dichiarazioni ha già fatto la voce grossa: “finalmente la verità“, “noi ve l’avevamo detto“, “dal centro/sinistra vi hanno riempito di bugie” e via dicendo. Sul web ma anche in città circola un manifesto in cui il Pd viene raffigurato come Pinocchio, e Scopelliti ribadisce che “le condizioni del Comune di Reggio sono simili, anzi meno gravi, rispetto a quelle di moltissimi altri enti locali italiani, come possiamo apprendere dai mass-media. Il problema non è stato la nostra amministrazione, il problema è stato la crisi che ha colpito tutti, sono falliti comuni negli USA e in Europa, sono crollati i finanziamenti che gli Stati e l’Unione Europea concedevano ai Comuni, e tutti gli enti locali sono andati in difficoltà. Ovviamente anche a Reggio è successo, come a Messina, Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Firenze. Non c’è un solo comune che stia bene a livello finanziario. Il punto vero è un altro. E’ che quando io ero Sindaco, e adesso sono passati più di 4 anni da quando non sono più a Palazzo San Giorgio, la città era diversa, sembrava un’altra rispetto al degrado di oggi dopo due anni di commissariamento. Era una città che rendeva i reggini orgogliosi di viverla e di esserci nati. Era una città pulita, ricca di eventi, proiettata al futuro e allo sviluppo, con tanti servizi, tasse ai minimi livelli e investimenti per le opere pubbliche“.

elezioni 2014 scopellitiIl centro/sinistra replica “l’assurdità dei festeggiamenti del centro/destra all’accettazione del piano di rientro, la città è un disastro dopo una lunga amministrazione di Scopelliti e dei suoi seguaci e adesso hanno anche il coraggio di rigirare la frittata. Tutte le opere sono incompiute, l’unica vera Primavera è stata quella del compianto Italo che purtroppo non c’è più“. A prescindere dal merito delle questioni, l’opposizione del centro/sinistra è debole perchè non c’è nessun candidato reggino in corsa alle europee, quindi l’impegno anti-Scopellitiano stavolta è meno vissuto dagli esponenti del Pd che hanno già tanti problemi ad individuare candidati e strategie per le elezioni comunali e le elezioni regionali che si terranno in autunno. Ecco perchè le europee saranno un referendum su Scopelliti: con lui o contro di lui. Proprio il centro/destra di Scopelliti ha lanciato il sito internet 630milioniareggio, per raccontare con immagini e documenti ufficiali tutti i finanziamenti (in effetti senza precedenti) che la Regione Calabria in questi 4 anni di governo-Scopelliti ha destinato alla città dello Stretto. “Perchè non vengono spesi?“, si chiede il centro/destra. E’ evidente che la presenza di burocrati come i commissari prefettizi abbia bloccato a lungo molte opere e molti finanziamenti, anche perchè fino a pochi giorni fa il veto della Corte dei Conti sulle condizioni del Comune poneva obblighi molto restrittivi. Dopotutto è anche vero che mai nessuna amministrazione Regionale, o anche nazionale e internazionale, aveva mai concesso così tanto a Reggio. E nel 2010 tanti reggini solitamente elettori di sinistra o comunque non scopellitiani, avevano scelto Scopellitiperchè da reggino può fare del bene a Reggio“.

Ho mantenuto le promesse, ho fatto per Reggio in 4 anni più di quello che avevano fatto 11 presidenti nei 40 anni precedenti” afferma Scopelliti dati alla mano. Di questi finanziamenti, però, la città non ha visto alcun beneficio. “Ma io su questo non c’entro, al Comune da due anni ci sono i commissari e tre anni fa è arrivata la commissione d’accesso che ha bloccato tutto quel percorso di crescita e sviluppo che avevamo intrapreso con il famoso Modello Reggio. Adesso bisogna ripartire da lì, Reggio deve tornare a guardare al futuro” afferma l’ex Sindaco ed ex Governatore.

Alla gente di Reggio la facoltà di decidere da che parte stare: tra domenica sera e lunedì sapremo se Scopelliti conserva ancora il consenso di sempre o se, invece, ha perso ogni credibilità e va incontro al primo storico flop della sua carriera politica fin qui contraddistinta esclusivamente da vittorie elettorali ogni qual volta ha deciso di scendere in campo.