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Biancofiore, clamorosa gaffe su Reggio in TV: “siamo indignati, parole preconfezionate intollerabili”

biancofiore“A Reggio Calabria l’ambiente è quello che è…”. Il copyright, questa volta, è della deputata forzista Biancofiore durante il suo intervento nel corso della trasmissione Piazzapulita. Considerato, però, come purtroppo non sia la prima volta che qualcuno si produce in così beceri luoghi comuni, ci spiace non poter attribuire all’esponente parlamentare l’esclusiva sui diritti d’autore“: ad affermarlo, in una nota, la consigliere regionale reggina Tilde Minasi, esponente del Nuovo Centro/Destra.

Non è mia intenzione, certamente, riproporre l’elenco di coloro che si sono avventurati a designare il nostro territorio e la sua provincia come luoghi mafiosi per eccellenza, però ci sia consentito di voler decisamente prendere le distanze da queste ‘colorite’ dichiarazioni, così come da tutte quelle esternazioni che, manifestate all’insegna del fare di tutta l’erba un fascio, non servono altro che ad alimentare, nell’opinione pubblica, l’idea che Reggio e la Calabria siano popolate in toto da ‘personaggi’ in odor di ‘ndrangheta“, aggiunge la Minasi.

Vorremmo dare una notizia alla trentina Biancofiore ed agli altri ‘coristi’ della denigrazione: nella nostra regione la gente si impegna, paga le tasse, fatica, alimenta sogni e prospettive come in tutte le altre realtà, e si oppone alle etichette negative che da più parti, ed ingiustamente, le piovono addosso. Non siamo qui a dire che non vi siano problemi, anche seri, legati alla presenza (non più solo esclusiva calabrese!) della criminalità organizzata, ma semplicemente che non è più tollerabile registrare certe prese di posizione da parte di chi, probabilmente, non ha avuto nemmeno modo di confrontarsi con quanto di positivo la Calabria produce, e non solo all’interno dei suoi confini, con riconosciuti successi in ambiti prestigiosi anche al di fuori dell’Italia. Non possiamo più considerare certe espressioni (quale quella recentissima della deputata appunto) semplicemente come “infelici”. Esse ormai vanno al di là del mero dibattito cui si può dar vita nel corso di vari confronti: sono diventate, a mio avviso, esercizio di bassa arte oratoria contraddistinta, soprattuto in riferimento al Sud del nostro Paese, non da argomentazioni strutturate ma solo da concetti “preconfezionati” che non possono più passare inosservati o sotto silenzio. Non si tratta di campanilismo, ma della difesa delle peculiarità di un popolo e di una terra che non merita determinate connotazioni, a maggior ragione se esse provengono da esponenti istituzionali i quali hanno il dovere di rispettare il popolo che rappresentano. Auspico che la Biancofiore possa ricredersi, magari incontrando sulla sua strada uno dei tantissimi lavoratori che contribuiscono alla crescita dei luoghi dove vivono o qualcuno dei molti professionisti reggini e calabresi che operano con alta preparazione in differenti settori del “limpido” nord: forse saranno quegli stessi lavoratori o professionisti ad aver paura della stretta di mano di un politico così avvezzo a frasi capaci di contenere ingiustificate discriminazioni per di più basate sul sentito dire e sulla poca conoscenza. Nell’attesa che la deputata possa rendersi conto della grave gaffe pronunciata davanti a milioni di Italiani non ce ne voglia se, nel frattempo, il nostro sentimento, come minimo, si identifica con l’indignazione“.