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La “banca popolare delle province calabre” chiede la trasformazione in Spa

banca popolare province calabreLa “Banca popolare delle province calabre” diventera’ “Banca delle province calabre spa” in modo da permettere l’ingresso del capitale di Fincalabra, la finanziaria della Regione Calabria. A dare la notizia e’ stato il presidente del Cda della Banca, Sergio Giordano, in occasione dell’assemblea dei soci.

“Le nuove regole – ha spiegato Giordano – impongono alle banche piccole di crescere, e hanno imposto anche a noi di puntare a un patrimonio di vigilanza piu’ ampio. Per noi si trattava in ogni caso di una scelta dovuta, perche’ puntavamo a tutto il mercato regionale. La scelta protende verso Fincalabra, la finanziaria della Regione CALABRIA, il cui intervento nel capitale sociale della banca ci proiettera’ verso quello sviluppo che trovava un limite nel nostro patrimonio. Dopo l’entrata di Fincalabra la Banca e’ proiettata a diventare la banca del territorio dei calabresi”.

“Per rendere effettivo l’accordo – ha sostenuto ancora Giordano e’ necessaria la trasformazione in societa’ per azioni che non snaturera’ la mission della banca. Per consentire tale operazione sara’ chiesta l’autorizzazione a Banca d’Italia e cio’ consentira’ l’intervento di capitali non soltanto di Fincalabra, ma anche di altri imprenditori attenti ai loro investimenti e disponibili a un interessenza con la nostra banca. Le banche popolari hanno il limite di partecipazione all’uno per cento del capitale sociale, mentre dopo la trasformazione in spa sara’ possibile aprirsi a partecipazioni molto piu’ consistenti. Senza intaccare il ruolo di ciascuno dei 1900 soci, che rimane centrale, e che sara’ contemperato dalla formazione degli organi sociali secondo un processo di integrazione tra vecchia e nuova compagine sociale”.

“Quanto al ruolo e al ‘peso’ di Fincalabra – ha proseguito Giordanola finanziaria della Regione non entrera’ direttamente nella gestione della banca, limitandosi a un ruolo di indirizzo e controllo. Il ruolo di Fincalabra sara’ di indirizzo e controllo sulla gestione della banca, che rimarra’ deputata alla parte privata, ovviamente Fincalabra, integrata negli organi gestori e di controllo sia nel consiglio di amministrazione che nel collegio sindacale, dara’ il suo indirizzo con i consiglieri indipendenti. Al via libero definitivo, che la Regione sta per deliberare, cosi’ come hanno assicurato il vicepresidente di Fincalabra Antonio Idone e il sottosegretario regionale Alberto Sarra, manca solo il placet di Bankitalia”.

“La Banca d’Italia – ha concluso – ci ha sempre seguito e stimolato alla risoluzione del nostro problema, che era quello di una patrimonializzazione risicata, oggi non ci sono piu’ dubbi sull’importanza di questo progetto, sull’opportunita’ di sviluppo sul territorio. Non si tratta soltanto di salvaguardare la posizione dei soci della banca popolare, ma di dar forza e contribuire a risolvere il problema di tante imprese sul territorio, lo potremo fare grazie a una sinergia non solo economico-patrimoniale ma anche grazie alla sinergia produttiva di idee da parte di Fincalabra. Una soluzione che Banca d’Italia non potra’ che salutare con molto favore”.