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Asp Catanzaro, la buona sanita’ nel reparto di psichiatria del “Giovanni Paolo II” testimoniata dagli stessi assistiti

imagesL’unità operativa Psichiatria del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, diretto dalla Dott.ssa Maria Antonietta Massimo, ha ricevuto gli apprezzamenti di alcuni pazienti e loro familiari, che, con un messaggio scritto, hanno voluto elogiare il personale del reparto e manifestare sentimenti di gratitudine per le loro doti umane e professionali.
Così si è espresso uno di loro: “…In questi dieci giorni che ho passato qui dentro ho sicuramente capito quanto sia duro il vostro lavoro e quanto, molte volte, la parte più difficile sia riuscire a prendere decisioni drastiche per il bene altrui, anche quando vi piange il cuore nel farlo. Non posso certo dire di avervi conosciuto bene o di aver compreso l’essenza delle persone che siete. Ma da quel che ho visto, oltre alla professionalità, siete delle persone stupende, che aiutano e cercano di confortare il prossimo con il cuore…ci tenevo soprattutto a ringraziarvi per avermi tenuto qui e per il tempo che ognuno di voi mi ha concesso!…In sostanza, sono felice di aver passato questi giorni assieme a voi e ancor più felice che siate stati parte della mia vita. Che ci rivedremo o no, vi porterò nel cuore ovunque sarò. Ogni parola dolce, ogni dimostrazione d’affetto nei miei confronti, ma soprattutto ogni sorriso, sono state le migliori medicine che potessero mai darmi!…”.
A dare testimonianza di buona sanità anche la mamma di una assistita che così ha scritto: “Ho avuto nella mia vita l’occasione di conoscere alcuni reparti di codesto Ospedale, come paziente e come figlia e moglie di pazienti, ma non ho mai visto finora in nessun reparto tanta diligenza, tanta attenzione, tanta delicatezza nei confronti dei ricoverati e dei loro familiari come in Psichiatria, da parte di dottori, psicologi, personale infermieristico e anche ausiliario. Grazie di cuore.”
Spesso si parla di mala sanità dimenticando i molti casi in cui la grande professionalità, l’alto senso del dovere, l’amore per la propria professione, fanno scrivere storie di cortesia e di umanizzazione nei luoghi di cura, dove si conseguono risultati che oltrepassano ogni aspettativa.