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Arresto Scajola: settimana di lavoro per i legali di Chiara Rizzo

Scajola: Chiara Rizzo negli uffici Dia di FiumicinoDomenica di intenso lavoro dedicato allo studio di ordinanze, richieste e intercettazioni per gli avvocati Bonaventura Candido e Carlo Biondi, difensori di Chiara Rizzo, moglie di Amedeo Matacena, latitante a Dubai, arrestata nell’ambito dell’inchiesta Breakfast dalla Dda di Reggio Calabria in cui sono coinvolti l’ex ministro Claudio Scajola ed altre sei persone.

Una giornata che prelude ad una settimana importante per i due legali. Oggi, infatti, nel carcere reggino di Arghillà, Candido e Biondi potranno incontrare la loro assistita che si trova da martedì nella struttura penitenziaria di Reggio Calabria dopo avere trascorso una settimana nel carcere di Marsiglia, in Francia. Un incontro ritenuto strategico dalla difesa di “Lady Matacena” che, in questi giorni, ha più volte manifestato la volontà di rispondere alle domande degli inquirenti, motivando il nulla di fatto dell’interrogatorio di garanzia di venerdì scorso solo con una scelta “tecnica” mirata a rendere possibile, prima, il colloquio con i suoi legali.

In queste ore, dunque, gli avvocati Candido e Biondi sono alle prese con la lettura dell’intero incartamento anche in preparazione dell’interrogatorio di Chiara Rizzo da parte dei pm della Procura di Reggio Calabria, fissato per giovedì 29 maggio. “Assieme al collega Biondi – dice l’avvocato Bonaventura Candidostiamo leggendo con molta attenzione tutto l’incartamento al fine di poter individuare bene i punti nodali e chiedere così alla signora Rizzo di chiarire tutti i passaggi, molti dei quali, al di là delle letture che se ne possono dare, davvero criptici. Analizzeremo, per parte nostra, tutti i contenuti delle intercettazioni per dare una spiegazione a tutto“.

Ma il lavoro non si ferma nemmeno nelle stanze del Cedir di Reggio Calabria che ospita gli uffici della Dda reggina. Sempre oggi il pm della Dda reggina Giuseppe Lombardo e il suo collega della Direzione nazionale antimafia Francesco Curcio, applicato alle indagini, dovrebbero salire su un aereo e raggiungere la Liguria dove, ad attenderli, ci sono le migliaia di carte scoperte e sequestrate in uno scantinato della villa di Imperia dell’ex ministro Scajola. Un lavoro, che si preannuncia certosino, finalizzato sia alla verifica delle dichiarazioni rese dall’ex ministro, il cui contenuto è stato secretato, e sia all’acquisizione di eventuali nuovi spunti in preparazione dell’interrogatorio di Chiara Rizzo.