fbpx

Arresto Scajola, sequestrato l’archivio dell’ex ministro

Arresto Scajola: una vita tra politica e scandaliScrive LA STAMPA: “Gli uomini della Dia di Reggio Calabria hanno sequestrato all’ex ministro Claudio Scajola un archivio di decine e decine di faldoni, divisi per nomi e argomenti. Non si conoscono ancora i contenuti, neppure i ‘titoli’ degli argomenti. Il lavoro di lettura e analisi partira’ oggi. A Imperia, giovedi’, il giorno degli arresti, nel momento in cui i faldoni vennero messi negli scatoloni e chiusi, un foglio scritto in francese colpi’ l’attenzione di un investigatore. Era la lettera dell’ex presidente del Libano, Amir Gemayel, che rassicurava l’amico Scajola che si sarebbe fatta l’operazione trasferimento in Libano di Amedeo Matacena. Piu’ di trent’anni di vita politica alle spalle, ex dc, dirigente politico di Forza Italia, ministro dell’Interno prima e poi per lo Sviluppo economico, Scajola potrebbe aver conservato atti e documentazione utile a questa e (forse) ad altre indagini. Intanto la moglie di Amedeo Matacena, Chiara Rizzo, e’ stata arrestata all’aeroporto di Nizza Cote d’Azur, dove era giunta con un volo proveniente da Dubai e si stava imbarcando per Roma-Reggio Calabria. Dice l’avvocato della donna, Carlo Biondi: ‘Siamo rimasti sorpresi dall’arresto in Francia: la nostra cliente ha tutta l’intenzione di chiarire la sua posizione con il pm’. Raggiunta da un mandato di arresto europeo del gip reggino Olga Tarzia, la Rizzo dovra’ difendersi dall’accusa di essere ‘l’anello di congiunzione indispensabile tra il Matacena e gli altri indagati’. Accusata anche lei di ‘intestazione fittizia di beni, per avere occultato la titolarita’ di diverse societa’ riconducibili al marito, nonche’ per aver favorito l’inosservanza della pena dello stesso marito’. Nella ricostruzione dei patrimoni e dei beni dei diversi protagonisti della inchiesta, gli investigatori della Dia hanno ricostruito la movimentazione di capitali della donna. C’e’ un anno, il 2009, nel quale Chiara Rizzo ha movimentato nello stesso giorno, il 17 luglio, quasi due milioni di euro (due tranches da 952.000 l’una). ‘Chiara Rizzo – scrive il gip nella misura cautelare – risultava avere la disponibilita’ di conti correnti di societa’ cui la stessa era estranea e si interessava di problematiche tecniche di notevole complessita”. Ma anche nello scantinato della casa della segretaria di Amedeo Matacena, Maria Grazia Fiordelisi, gli investigatori hanno rinvenuto decine di faldoni e riconducibili ad Amedeo Matacena. Documentazione che dovrebbe confermare il tentativo di nascondere l’effettiva titolarita’ delle imprese di Matacena a rischio di confisca, dal momento che era ormai esecutiva la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo stesso reato contestato dalla Procura di Reggio Calabria a Scajola e agli altri indagati. Il gip non ha riconosciuto l’aggravante dell’aver favorito l’organizzazione mafiosa, e la procura ha fatto ricorso al Riesame, convinta che Scajola e gli altri ‘forniscano un costante e qualificato contributo a favore del complesso sistema criminale, politico ed economico, riferibile alla predetta organizzazione di tipo mafioso, interessata a mantenere inalterata la piena operativita’ del Matacena e della galassia imprenditoriale a lui riferibile’. Colpisce nella ricostruzione della procura che Claudio Scajola diventi, nel momento in cui Matacena rischia di essere fuori gioco, ‘funzionale nel complessivo panorama criminale oggetto di ricostruzione, proprio in quanto interlocutore istituzionale proiettato verso una candidatura di rilievo alle prossime elezioni europee’. Misteriosamente la candidatura di Scajola alle Europee fu bocciata da Forza Italia. Sostengono i pm reggini: ‘La reazione scomposta di cui si rende protagonista lo stesso Scajola, nel momento in cui realizza di essere stato estromesso dal novero dei candidati, e’ la migliore conferma del particolare interesse, non solo personale, verso quell’ambito politico sovrannazionale, particolarmente appetibile per le ricadute economiche che e’ in grado di garantire'”.