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Analisi sulla radioattività dell’acqua potabile. La Sorical apre gli impianti all’Osservatorio ambientale Diritto per la Vita

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IMG_1614In data 12 maggio 2014, la Società Risorse Idriche Calabresi (Sorical) S.p.A., nella persona del suo direttore generale Ing. Sergio De Marco, ha autorizzato l’Osservatorio Ambientale Diritto per la Vita all’accesso presso i propri impianti acquedottistici dislocati in alcuni comuni del territorio locrideo, per permettere allo staff tecnico dell’Osservatorio Ambientale, che ha prestato servizio in modo del tutto volontario e senza compenso, di effettuare dei prelievi delle acque destinate alla rete pubblica, che sono stati spediti per le analisi presso laboratori privati accreditati, individuati dall’Osservatorio stesso.

Grazie alla preziosa collaborazione del personale tecnico e amministrativo di zona della Sorical, coordinato dall’ing. Giulio Gangemi, è stato così possibile campionare l’acqua proveniente dalle sorgenti Novito, Bragatorto, Crine, Mazzuccari e dalle subalvee del Torbido e dello Stilaro, che sono tra le principali fonti di approvvigionamento della rete idrica dei comuni di Siderno, Agnana, Canolo, Locri, Gerace, Antonimina, Martone, Gioiosa Ionica, Marina di Gioiosa Ionica, Roccella, Caulonia, Monasterace, Placanica, Stignano, Camini e Riace. Inoltre, tutta l’operazione è avvenuta parallelamente al campionamento effettuato dai tecnici del Servizio Esterno Alimenti e Bevande del Dipartimento ARPACAL di Reggio Calabria, che ovviamente analizzerà i propri campioni presso i laboratori ARPACAL.

Oltre ai siti suddetti, sia il 12 che il giorno precedente, sono stati oggetto di campionamento anche tre punti di approvvigionamento pubblico ricadenti nella frazione Cirella del comune di Platì, grazie al prezioso ausilio dell’Associazione Socio Culturale Comitato Cittadino Pro-Cirella e altri due che insistono nel comune di Cinquefrondi, questi ultimi fortemente voluti dal Comitato Difesa Ambiente e Salute. Queste operazioni di prelievo sono state effettuate esclusivamente ad opera del personale qualificato, che ha aderito volontariamente al progetto dell’Osservatorio Ambientale.

Tale iniziativa rientra infatti nell’ambito del progetto “l’acqua del rubinetto. Un bene per l’ambiente, la salute ed il portafoglio”, che l’Osservatorio Ambientale sta portando avanti da quasi un anno (https://www.facebook.com/notes/osservatorio-ambientale-diritto-per-la-vita/progetto-lacqua-del-rubinetto-un-bene-per-lambiente-la-salute-ed-il-portafoglio/235602199951961). Il progetto, che si pone l’obiettivo di incentivare la popolazione locale all’uso dell’acqua del rubinetto in luogo di quella imbottigliata e venduta nei supermercati, è giunto nella fase che prevede l’analisi di alcuni parametri delle acque per uso potabile che sono esaminati con minore frequenza durante i controlli di verifica effettuati dagli enti preposti.

Nello specifico, presso laboratori privati accreditati verranno analizzati i parametri inerenti la radioattività (Alfa totale, Beta totale, Cesio 137, Iodio 131), il Radon, relativamente alle sorgenti montane, e gli I.P.A. (Idrocarburi Policiclici Aromatici) per l’acqua captata dai pozzi. La scelta di analizzare questi parametri (in particolare la radioattività e gli I.P.A.) risponde all’esigenza di voler tranquillizzare tutti coloro che non bevono le acque di rete pubblica perché danno credito a dicerie e sospetti, avvalorati soprattutto in seguito a quanto successo nella famigerata “Terra dei fuochi”, riguardo a possibili contaminazioni incontrollate di origine antropica che potrebbero aver coinvolto anche le acque destinate all’uso potabile del reggino. A questo proposito, vale la pena sottolineare che durante i controlli di verifica effettuati periodicamente nel corso degli anni dagli enti preposti (ASP, Arpacal e vari enti gestori del servizio idrico) non è mai emerso nulla in tal senso. La stessa Sorical ha fornito all’Osservatorio Ambientale gli esiti di alcune analisi radiometriche effettuate nel dicembre del 2009 in collaborazione con l’ARPACAL sulle acque dei serbatoi di Canolo, Agnana e Mammola, a servizio anche dei comuni di Gioiosa Ionica, Locri, Marina di Gioiosa Ionica, Siderno, Grotteria e San Giovanni di Gerace, dalle quali non è emerso nulla di preoccupante.

I risultati delle analisi di laboratorio saranno presentati in un convegno di prossima organizzazione, che vedrà coinvolte tutte le associazioni aderenti al progetto, l’ARPACAL, la SORICAL e tutte le amministrazioni comunali interessate.