Venti di guerra in Ucraina: i filorussi occupano la sede della tv nazionale

I secessionisti filorussi dell’est ucraino hanno mostrato oggi in una conferenza stampa gli otto osservatori militari dell’Osce sequestrati venerdì scorso a Sloviansk, nella regione orientale di Donetsk, liberando in serata l’ostaggio svedese perché soffre di diabete ma annunciando che gli altri sono “prigionieri di guerra” e che intendono scambiarli con miliziani in mano a Kiev. Un gesto di sfida, mentre Usa e Ue si accingono a varare nuove sanzioni contro Mosca per l’escalation della crisi.

Uno degli osservatori dell’Osce trattenuti dai separatisti filorussi da venerdì a Sloviansk, nell’est dell’Ucraina, è stato rilasciato. Si tratta dell’osservatore svedese che ha lasciato il luogo della sua detenzione accompagnato da due negoziatori dell’Osce giunti in città.

Un gruppo di filorussi si è impossessato della sede locale della tv nazionale ucraina a Donetsk, capoluogo dell’omonima regione dell’Ucraina orientale e già teatro di scontri tra manifestanti filorussi e forze armate di Kiev. Secondo l’agenzia Ria Novosti, sull’edificio sventola ora la bandiera della ‘Repubblica popolare di Donetsk’.

L’Osce manda una squadra di negoziatori a Sloviansk, nell’est dell’Ucraina, per cercare di ottenere la liberazione dei suoi otto osservatori rapiti da militanti filorussi venerdì. Lo ha annunciato la portavoce dell’organizzazione. Per il leader separatista Viatcheslav Panomarev gli osservatori dell’Osce sono dei “prigionieri politici”. I funzionari hanno incontrato la stampa e hanno riferito di “essere trattati bene, date le circostanze”.

Intanto, dalla Malaysia, il presidente americano Barck Obama ha spiegato che “è importante assumere nuove misure per far capire a Mosca che gli atti di destabilizzazione in Ucraina devono finire”, mentre il segretario di Stato John Kerry ha rinnovato al ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov l’allarme Usa sui movimenti delle truppe di Mosca ai confini dell’Ucraina. Movimenti definiti da Kerry ”provocatori”. Kerry ”ha espresso la sua preoccupazione sui movimenti delle truppe russe, sul sostegno russo ai separatisti e sulla retorica” di Mosca che mette a rischio la ”stabilita’, la sicurezza e l’unita’ dell’Ucraina”.