Troppi suicidi in divisa, Lia Staropoli a StrettoWeb: “stress ai livelli massimi, la politica potrebbe fare molto”

lia staropoliLia Staropoli, Presidente dell’Associazione “ConDivisa – Sicurezza e Giustizia”, spiega ai microfoni di StrettoWeb che “L’associazione “ConDivisa” si propone di tutelare gli uomini e le donne che appartengono ai Corpi di Polizia ed ai Corpi Militari, di consentire loro di svolgere il proprio lavoro in totale sicurezza, difendendone la professionalità e l’immagine e promuovendo i valori etici e sociali che caratterizzano gli operatori delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate“.

Cosa sta succedendo negli ultimi tempi?

Troppi suicidi tra gli uomini e le donne in divisa, nei giorni scorsi due Militari dell’Arma dei Carabinieri si sono tolti la vita, settimana scorsa due Militari della guardia di Finanza e frequenti sono i suicidi tra gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e Polizia di Stato le Amministrazioni di appartenenza devono contribuire alla prevenzione dei suicidi con iniziative rivolte alla tempestiva individuazione ed alla adeguata assistenza degli operatori in particolare difficoltà“.

Per quale motivo quest’escalation drammatica?

I motivi sono vari e purtroppo poliziotti e militari evitano di mostrare il proprio disagio a superiori e colleghi, talvolta le cure presso gli ospedali militari potrebbero determinare la fine della propria carriera“.

C’è quindi troppo stress?

Lo stress in lavori come questi è ai massimi livelli, sono persone che per prime si trovano a dover assistere ad eventi particolarmente traumatici, a fronteggiare situazioni di emergenza con molte vite a rischio, si potrebbero prevedere colloqui costanti con degli specialisti e obbligatori dopo ogni intervento che potrebbe esporre la psiche degli operatori ad un forte stress“.

Chi può fare qualcosa per limitare questo fenomeno? E cosa si potrebbe fare?

La politica potrebbe fare molto per queste categorie costantemente mortificate, i Sindacati di Polizia da tempo tentano di attirare l’attenzione sulle questioni che umiliano particolarmente gli operatori esponendoli a gravi pregiudizi che talvolta non lasciano scampo in ambienti dove si viene formati con il concetto di: “più cara della vita abbi l’onore”, mi riferisco in particolare all’esigenza di garanzie funzionali da sempre sostenuta dalla campagna “chi difende i difensori” del Sindacato Autonomo di Polizia SAP, ed alla redazione di precisi protocolli operativi“.

In cosa consistono le garanzie funzionali?

L’iscrizione nel registro degli indagati per gli operatori di polizia produce gravi pregiudizi non solo di carattere penale ma anche di carattere disciplinare, inoltre, molto spesso poliziotti, carabinieri e militari della guardia di finanza vengono accusati ingiustamente proprio da coloro che commettono violenze, devastazioni e saccheggi, la competenza a valutare le azioni e i comportamenti delle forze dell’ordine deve essere attribuita al Procuratore Generale“.