Il senatore D’Ascola: “sulle foto disinformazione denigratoria, mi spettava congedo per malattia e invece ero lì”

d'ascola01Le foto pubblicate in data 18 aprile 2014 su vari siti di alcuni quotidiani nazionali ed anche su di una edizione cartacea, che mi ritraggono in Senato a conclusione dei lavori parlamentari sul DEF in uno stato di visibile stanchezza e prostrazione, variamente commentate come dimostrative del disinteresse mio – e probabilmente anche della intera classe politica nei confronti degli interessi nazionali – provano, invece, l’esatto contrario“: a precisarlo è lo stesso avvocato Nico D’Ascola, senatore della Repubblica.
d'ascola02Recentemente, infatti, ho riportato una grave frattura del polso sinistro che ha imposto un delicato intervento chirurgico ricostruttivo, e solo da qualche giorno ho potuto iniziare la terapia riabilitativa a causa del grande dolore dovuto alla lesione dei legamenti dell’articolazione della mano, che mi costringerà – a breve – a sottopormi ad un ulteriore intervento chirurgico. Peraltro, la tumefazione del polso è ben visibile dalle stesse foto pubblicate“.
Trattandosi di una convalescenza molto lunga e dolorosa i medici mi hanno prescritto una pesante terapia antinfiammatoria ma soprattutto antidolorifica, che notoriamente induce lo stato maliziosamente interpretato dai quotidiani, particolarmente intenso proprio il giorno della votazione del DEF. Avrei potuto – e forse dovuto – avvalermi del congedo per malattia che mi spettava di diritto. Al contrario, ho ritenuto un mio preciso dovere mettere da parte i miei interessi personali e riprendere l’attività di parlamentare, data l’importanza delle leggi che dovevano essere votate e la necessità di una loro approvazione con maggioranza qualificata“.
d'ascola06Mi sia però consentito chiedere a questo punto quanti – tra coloro i quali si sono divertiti a diffondere foto e commenti senza aver nulla verificato, malgrado la circostanza fosse nota ed ufficiale perché tempestivamente comunicata al Senato – avrebbero fatto lo stesso. Solo il sito di Repubblica, avendo verificato la verità dei fatti, ha immediatamente rettificato la notizia, dando atto del senso di responsabilità e sacrificio che ha contraddistinto il mio operato di quel giorno. La circostanza che mi vede involontario e incolpevole protagonista di questa vicenda deve tuttavia stimolare una necessaria riflessione sullo stato di imbarbarimento nel quale la nostra società attualmente versa. Nel caso che mi riguarda, addirittura, un atto di responsabilità e dedizione al proprio dovere è stato strumentalizzato con malizia e cattiveria. Infatti, già le foto pubblicate mi ritraggono in un’aula vuota a testimonianza che in quel momento non si svolgevano attività parlamentari ed era quindi ragionevole supporre per chiunque fosse stato in buona fede che le stesse si fossero concluse. Peraltro quel giorno io ho partecipato a tutte le votazioni“.
d'ascola04La vicenda è chiaramente dimostrativa del fatto che l’onda della indiscriminata antipolitica – che l’Italia pagherà ad altissimo prezzo – non è imputabile esclusivamente a taluni gruppi politici ma anche ad alcune iniziative giornalistiche interessate soltanto a denigrare, deformando e alterando l’informazione.  Sul punto, anche a prescindere da questa vicenda, mi permetto ancora di osservare che non si capisce quale regola giuridica o di buon senso possa vietare ad un parlamentare di subire gli effetti di una pesante terapia antidolorifica ovvero quelli di un malore improvviso di qualsivoglia origine, così come per tutti gli altri esseri umani, giornalisti e fotografi compresi. Chi resta al proprio posto malgrado oggettive difficoltà fisiche dà semmai prova di un ostinato attaccamento al dovere, forse oggi da pochi praticato e per questa ragione incompreso. Constato, dunque, con amarezza – conclude D’Ascolache si tratta di un ennesimo caso di disinformazione, con scopo volutamente denigratorio per la intera classe politica, ancora una volta immeritatamente e strumentalmente rappresentata in modo negativo“.