“Scopelliti come Schettino”, l’avvocato del comandante replica a Loiero: “dichiarazioni inopportune e fuori luogo”

Foto Avv. Cataldo CalabrettaApprendo con molto dispiacere che l’ex governatore della Calabria Agazio Loiero si intromette, arbitrariamente, in una vicenda giudiziaria che dimostra di non conoscere, manifestando una grave mancanza di rispetto per tutti i soggetti coinvolti. Non comprendo i motivi che lo spingono a paragonare una vicenda tragica come il naufragio della Costa Concordia, che ha causato ben trentadue morti, alla vicenda giudiziaria del Presidente Giuseppe Scopelliti, che ha scompaginato la vita politica calabrese“: ad affermarlo è Cataldo Calabretta, l’avvocato difensore del comandante Francesco Schettino.

Di là dai profili di responsabilità, che saranno accertati nelle opportune sedi, informo – continua Calabrettal’ex governatore Loiero che i testimoni già ascoltati durante alcune fasi del dibattimento del processo che si sta celebrando a Grosseto hanno dichiarato che il comandante Francesco Schettino non ha abbandonato la nave e che le sue “manovre” sono state indispensabili per la salvezza di alcuni di loro. Anche nel rispetto delle vittime e dei loro familiari, sarebbe opportuno che venissero valorizzate le numerose risultanze di un processo nel quale – a dispetto di superficiali ricostruzioni come quelle poste in essere da Agazio Loiero – i profili di responsabilità in corso di accertamento a carico di Francesco Schettino assumono connotati ben diversi. Ecco perché mi sento di sottolineare che le esternazioni di Agazio Loiero sono assolutamente fuori luogo e risulta, quantomeno, illogico e pretestuoso codesto paragone. Sull’abbandono nave molti testimoni (fra i quali Salvatore Ursino, Ciro Onorato, Tonio Borghero ed altri) hanno confutato l’improbabili tesi ripresa da Loiero secondo la quale il Comandante Schettino era già ‘a riva’ o ‘sullo scoglio’ al momento del loro sbarco. I testi Ursino, Onorato e Borghero, infatti, hanno chiaramente riconosciuto che Schettino non ha abbandonato la nave ma che, anzi, manovrando l’ultima lancia che operava il servizio di spola, piena di passeggeri e personale di bordo ed allontanandola dalla nave, è stato scongiurato l’inevitabile inabissamento, che sarebbe stato provocato dal progressivo abbattimento della nave sulla stessa lancia, che ne sarebbe stata schiacciata. Tutti hanno dichiarato che proprio in quel momento la rotazione della nave sembrava schiacciare tutte le ultime persone rimaste a bordo sul lato destro della nave stessa. Il teste Tonio Borghero, in particolare, ha ben spiegato la situazione nella quale versava quell’ultima lancia, incastrata sotto i bracci (gli stessi che tengono le lance a bordo), ed ha ben descritto il rischio che la lancia stava correndo, di restare schiacciata dalla rotazione della nave, rotazione che si aggravò pochi istanti dopo l’allontanamento della stessa lancia dalla nave, ed ha, ancora, precisato che il Comandante Francesco Schettino tolse il comando della lancia all’addetto che – in quel momento – era entrato in panico e non riusciva a gestire quella emergenza, riuscendo in tal modo a porre in salvo le persone che erano salite a bordo della stessa imbarcazione“.

Loiero – conclude Calabrettaha tutto il diritto di innescare sterili polemiche ma, tenuto anche conto delle prestigiose cariche ricoperte, dovrebbe prestare più attenzione nel far riferimento a persone, fatti e contesti che non conosce affatto“.