Scilipoti (FI): “Occorre cambiare prospettiva, i rifiuti da problema devono diventare risorsa”

imagesImportante incontro tra i referenti dei settori tecnici dei Club Forza Silvio ha avuto luogo presso la sede del “Club Forza Silvio Villa Uno”, mercoledi 16 aprile 2014, e, tra i vari argomenti trattati, è stato attenzionato, in particolar modo, quello relativo alle finanze e tributi, settore, il cui responsabile, dott. Michele Walter Cichello, nella sua relazione ha voluto prendere in considerazione, con maggior vigore, quello della pressione fiscale che incombe costantemente sui cittadini privandoli di contro, nella maggior parte dei casi, di poter usufruire di servizi realmente esistenti e funzionanti.

La continua imposizione fiscale sta difatti vessando i cittadini i quali non sanno più dove reperire i fondi per poter pagare le gabelle comunali, moltissime invero sono le problematiche rimaste inevase ma particolare attenzione deve essere rivolta alla questione riguardante le tasse e i tributi e, più nello specifico, l’attenzione ricade, stante la totale inesistenza di un servizio pagato profumatamente, sugli avvisi di pagamento della nuova tassa rifiuti: la TARES, che sono stati recapitati corredati di richieste di pagamento sibilline e prive dei requisiti fondamentali di chiarezza e comprensione in merito all’importo da pagare. La TARES, nuova tassa comunale (“Tassa Rifiuti e Servizi” ovvero “Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi”) in vigore a seguito del Decreto Salva-Italia del governo Monti in sostituzione della vecchia Tarsu (Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani) ha previsto la trasformazione della tassa in tariffa che, al contrario della tassa, è il corrispettivo per lo svolgimento di una prestazione/servizio. La TARES è difatti composta dalla “componente rifiuti” (raccolta, trasporto, trattamento) e da quella dei “Servizi” (illuminazione, manutenzione strade, verde pubblico), quest’ultima pari ad euro 0,30 per mq.

Con l’avvento della TARES i Comuni sono stati obbligati a coprire il costo dell’intero “ciclo dei rifiuti” con i soldi dei contribuenti ed in quei comuni che non avevano avviato la Raccolta Differenziata, la TARES si è rivelata una vera stangata per famiglie ed imprese che avrebbero potuto godere di un vantaggio economico usufruendo dell’isola ecologica, peccato però che non sia mai esistita e quindi tutti i costi ricadono sul contribuente, il quale, tuttavia, stante l’inesistenza di un servizio, non dovrebbe esser considerato responsabile. Quanto espresso è regolarmente in linea con l’inerzia e la negligenza amministrativa cui siamo tristemente abituati e con la totale mancata aderenza al dettato normativo che stabilisce all’art. 14, comma 20 del D.L. 201/2011 che ha introdotto la TARES a decorrere dal 1° gennaio 2013 che “Il tributo è dovuto nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente.”

Ciò posto, non essendo andate a buon fine le richieste di rimborso avanzate al Comune per un servizio quasi mai usufruito ed usufruibile, non appare allora strano che diversi cittadini, proprio in questi giorni, abbiano deciso di ribellarsi e rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale sperando di ottenere tutela per tutti i contribuenti fin troppo vessati dalle tasse per la raccolta dei rifiuti. Dopo un ampio dibattito, sulla questione è intervenuto anche il Senatore Domenico Scilipoti, il quale ha dichiarato che occorre cambiare prospettiva in tema di rifiuti considerandoli come una risorsa non più negativa ma da incentivare e sviluppare; solo allora li si potrà considerare come un servizio offerto alla cittadinanza. “E’ necessario – ribadisce ancora il Senatore di Forza Italia – fare proprio il principio in base al quale i servizi pubblici devono essere pagati solo se realmente esistenti e funzionanti e conseguentemente applicare la legge, evitando così un eccessivo sovraccarico dell’apparato giudiziario dettato da una valanga di ricorsi proposti dai cittadini con l’intento di vedere difesi i propri diritti”.