RTL 102.5 e “quel boss” di troppo. La radio nelle indagini della DDA, solo coincidenze?

rtl“Very normal people” mica tanto! Rtl 102.5, la radio che ogni giorno registra gli ascolti di circa 7 milioni di italiani, entra nelle investigazioni della DDA di Catanzaro, anche se, per il momento, solo “indirettamente”.
Da quasi un anno la Procura catanzarese indaga sui rapporti esistenti tra la ‘ndrangheta vibonese e la Gesti.tel, società partecipata dal gruppo Rtl al 90%.
Dipendente della Gesti.tel era fino al suo arresto nel 2013, Nicola Tripodi, capo dell’omonima cosca di Vibo Valentia, che secondo le carte dell’inchiesta condotta dai pm Pierpaolo Bruni e Simona Rossi, non avrebbe mai realmente lavorato per la società, ma si limitava a trarne utili a fine mese.
La Gesti.tel, tra l’altro, ha sede legale insieme a Rtl, via Scotti, 11 Bergamo: davvero una curiosa coincidenza.
Al momento la radio più amata dagli italiani non risulta ufficialmente indagata, ma è difficile immaginare che i vertici della Holding non fossero a conoscenza dei “maneggi” della società che controllavano al 90%, una percentuale davvero notevole che le permette di esercitare una influenza decisionale dominante.
Nell’inchiesta spunta un ulteriore nome, quello di Fausto Congestrì, fratello di quel Nicolino, che intendeva costruire una Gran Loggia Scozzese Mediterranea del Sud, (per la quale, nell’inchiesta “Libra”, sarebbero finiti anche prelati reggini). Sono molti i soggetti che gravitano a diversa distanza –  o vicinanza, secondo i punti d vista – intorno a questa vicenda, che ha suscitato perfino l’attenzione della Commissione Nazionale antimafia. La presidente Bindi, nei giorni scorsi interessata a Vibo Valentia sulla gestione dei beni confiscati alla mafia, avrebbe chiesto chiarimenti direttamente al procuratore capo della DDA catanzarese, Vincenzo Lombardo, ma le conversazioni tra l’antimafia nazionale e la procura sono state segretate.
Il segreto istruttorio, è indice che gli investigatori stanno continuando con i loro rilievi verso la direzione giusta. Il nome di Rtl 102.5 compare moltissime volte nel fascicolo aperto dalla procura sulla Gesti.tel, ma al momento, ricordiamo la radio non risulta iscritta nel registro degli indagati e il suo patron Lorenzo Suraci (anch’egli per una simpatica coincidenza originario di Vibo Valentia) si è affrettato a chiarire alla stampa la completa estraneità dell’emittente nell’inchiesta.