Rosy Bindi: “la ‘ndrangheta è la vera emergenza d’Italia, bene il Piano del Governo”

rosy bindiLa camorra non e’ stata sconfitta ma e’ stata indebolita, la vera emergenza si chiama ‘ndrangheta perche’ non e’ mai stata combattuta seriamente, liberare il paese da questa piaga e’ quello che abbiamo intenzione di fare“. Lo ha detto la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi a Coffee Break, su La7. “Anche se i periodi elettorali sono sempre sospetti – ha aggiunto – devo dire che il governo ha acceso una luce sulla ‘ndrangheta, ed e’ un passo importante“. Naturalmente, sottolinea la presidente della Commissione antimafia, ci sono punti del piano “da approfondire“: bene ad esempio l’invio di piu’ uomini, “ma bisognerebbe colmare anche le carenze di organico dei magistrati“. E pensare, per l’estero, anche a “punti di osservazione in Paesi come Germania, Olanda, Spagna, Canada, che oggi non sono previsti ma dove la presenza delle ‘ndrine e’ forte“. “E’ vero, la mafia ha cambiato pelle – ha sottolineato Bindi - ma la sua forza resta nella capacita’ di tenere uniti il territorio, la famiglia, le tradizioni, la religione e, al tempo stesso, nella capacita’ di stare nella globalizzazione e nella modernita’, prima e meglio di noi. Il consenso le mafie continuano ad averlo nei territori di origine ma al Mezzogiorno lasciano le ‘briciole’, continuano a praticare estorsioni, pizzo e usura e ad arruolare reclute ma poi i veri affari li fanno altrove, al nord, in Europa e nel resto del mondo: al sud danno ‘lavoro’, al nord i finanziamenti alle imprese in difficolta’. E i magistrati ci dicono che l’omerta’ di convenienza e’ piu’ difficile da combattere persino di quella che nasce dalla paura“.

La mafia si batte soprattutto non negando i diritti delle persone e consentendo a ciascun calabrese di essere artefice del proprio destino. Il 70% di disoccupazione giovanile e’ un dato non sopportabile” ha poi aggiunto la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, oggi a Paola. La Bindi ha elogiato l’impegno del Governo con il piano contro la ‘ndrangheta. La presidente della Commissione ha inoltre evidenziato come “se dopo vent’anni siamo riusciti ad approvare un reato di voto di scambio tra la mafia e la politica, significa che anche la politica stessa vuole fare sul serio. Si e’ messa in mano alla magistratura una norma per colpire questo reato. Nessuna norma e’ perfetta ma guai a coloro che inseguendo la perfezione, hanno cercato di impedire che alla vigilia di elezioni importanti come le prossime che il nostro ordinamento non avesse questa norma. Una norma che dice una cosa semplice a tutti coloro che si candidano: i voti della ‘ndrangheta non gli vogliamo“.