Reggio: un incontro per ricordare l’opera poetica e teatrale di Arturo Cafarelli [FOTO]

DSCN0081 aCerco fra inflorescenze e stalagmiti //nel mondo rallentato della roccia//il lento stillicidio della goccia //il cunicolo che porta in superficie. Con questi versi Pasquale Borruto, presidente dell’ARS (Artisti Reggini della Sanità) ha introdotto nei giorni scorsi, al Windy Hill di Gallina, l’incontro, organizzato dall’Accademia dei Vagabondi sull’opera poetica e teatrale di Arturo Cafarelli. Borruto, nella sua breve introduzione, ha evidenziato i lati caratteriali e l’attività di studio e ricerca nella letteratura sommersa di Cafarelli che ha portato alla scoperta, divulgazione e valorizzazione di autori del passato quali Vincenzo Spinoso, Anonimo cittanovese, Giuseppe Morabito. Di fronte a un pubblico partecipe e qualificato, la prof.ssa Silvana Guarna Minuto ha relazionato sulla poesia di Cafarelli, mentre il prof. Domenico Minuto ne ha trattato l’aspetto drammaturgico. Attraverso un’attenta e minuziosa analisi del testo Alba Nova, poesie dialettali reggine, la prof.ssa Guarna, ha ribadito, inframmezzata dagli interventi recitativi di Pasquale Borruto, come l’aspetto satirico si esprima spesso col pasticcio linguistico, emblema della confusione del mondo contemporaneo. La relatrice, inoltre, si è soffermata sull’aspetto lirico, evidenziando, acutamente, anche i tratti poetici del Cafarelli meno conosciuto. Il prof. Minuto ha relazionato sul teatro attraverso un’analisi comparata dei testi: L’imbuto, La scommessa, Andropausa, Il Gigante Nano (le ultime tre rappresentate dall’ARS Artisti Reggini della Sanità) le cui tematiche spaziano fra la satira di costume, la legalità, la satira politica, dove i personaggi, quasi sempre di basso profilo morale e intellettuale, sono funzionali alle esigenze sceniche, spesso di grande umorismo e dove sembra che la rappresentazione, sovente, si svolga su piani sovrapposti e indipendenti. Arturo Cafarelli ha concluso l’incontro spiegando ai convenuti il suo rapporto con la poesia e le motivazioni che lo hanno spinto alla stesura dei testi teatrali, arricchendo il suo intervento con la lettura di alcune poesie inedite in lingua italiana e in dialetto, ed offrendo, insieme ai brillanti relatori ed alla voce recitante, l’opportunità di approfondire molti aspetti della sua poliedrica opera. L’autore, spaziando con garbo ed efficacia tra poesia e teatro, italiano e dialetto riesce a divertire in modo mai banale, e ad emozionare, suggerendo riflessioni sulla realtà e sulla complessità dell’animo umano.