Reggio, Planetario Pythagoras: stasera iniziativa “Il bosone di Higgs tra filosofia e scienza”

imagesLa scoperta del 4 luglio 2012 effettuata al CERN di Ginevra non è propriamente quella di una “nuova” particella. Piuttosto siamo di fronte ad un “indizio”.
Il che è come dire: un indizio di “complessità”. Infatti, Peter Higgs, che aveva ipotizzato l’esistenza del bosone nel 1964 si è trovato di fronte solo ad un segnale dell’esistenza di un campo elettrico (il cosiddetto: “Campo di Higgs”) che interagendo con “tre particelle di campo” (chiamate bosoni) produce un cambiamento di stato: da principio le tre particelle non hanno massa, dopo l’interazione col “Campo di Higgs”, la posseggono.
Ecco allora che il neonato bosone di Higgs (con massa dopo l’interazione col campo) esiste. Ed ecco perché questo bosone diventa uno dei responsabili dell’esistenza della materia e quindi dei cieli, del mare e del mondo.
Da questa spiegazione scientifica alla spiegazione filosofica che considera Eraclito il quale in un “Frammento” parlava dell’Oracolo di Delfi che non dice né nasconde ma accenna, e quindi pone un indizio. In questo senso il bosone diventa una scoperta della complessità (Edgard Morin) e della “filosofia” stessa: perché l’atto dell’accennare è proprio delle discipline teoretico-filosofiche.
Di questo e altro ancora si parlerà stasera, 9 aprile 2014 ore 21.00, al Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria in una conferenza dal titolo “Il bosone di Higgs tra filosofia e scienza”, relatore il Prof. Gianfranco Cordì.
L’incontro di stasera fa parte del ciclo di conferenze “Astronomia … non solo astronomia 2014” organizzato dal Planetario.