Reggio, l’allarme lanciato dal Meda: “A fine mese la chiusura di tutte le strutture per disabili mentali”

medaCerto che Reggio è una città strana, in questi  giorni abbiamo letto un pò dappertutto dello sdegno e dell’indignazione per la chiusura del campo CONI nel rione Modena, entro fine mese si prospetta invece la chiusura quasi certa di tutte le strutture per disabili mentali della città”. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dal centro MEDA. “Siamo venuti a conoscenza in modo casuale di questa notizia, oltremodo grave ed assurda. I Commissari  - si legge ancora nel documento – hanno deciso che tali servizi, secondo la loro opinione non sono ritenuti essenziali, per cui oltre non pagare gli arretrati per l’anno 2013, sono venuti  meno alla parola data, di pagare almeno le prime due mensilità del 2014″. 

Tale situazione che ormai si protrae da tempo ha portato gli operatori  a livelli minimi di sopravvivenza creando nuove sacche di povertà ed emarginazione. Tale decisione appare oltremodo arrogante ed con una tracotanza simil-mafiosa stanno creando dei danni irreversibili in tutta la nostra città. Il danno è perpetuato non soltanto ai disabili, agli anziani ma quindi ed anche soprattutto agli operatori del terzo settore ai quali viene negato il minimo diritto di vivere in modo dignitoso. Strutture che hanno fatto la storia dei servizi sociali a Reggio essendo l’unica e vera ancora di salvezza e di rieducazione dei molti soggetti  con disabilità varia, dopo tanti anni di sacrifici e di duro lavoro, dovranno necessariamente chiudere i battenti, ed i disabili ed anziani saranno segregati in casa agli arresti domiciliari”.

“Questa situazione – continuano Malara e D’Agostino -  è inaccettabile e chiediamo con gran voce ai Commissari di uscire dai loro uffici e di rendersi conto una volta per tutte che Reggio non può sopportare in modo quotidiano mortificazioni e frustrazioni. Da parte nostra li vediamo ciechi come le talpe e sordi come le campane, non è più possibile continuare in tale situazione ormai che rasenta il paradosso e la follia. Tutto il Movimento Diversamente Abili da noi rappresentato, che in ogni caso non ha interessi economici direttamente legati a questa situazione, ma, che comunque lede la nostra coscienza di cittadini e professionisti impegnati nel disagio sociale. Questi comportamenti stanno instaurando nel cittadino sempre più una sfiducia nello Stato e negli organismi che lo rappresentano, cristallizzando stereotipi e modelli comportamentali antisociali. Noi non ci stiamo a questo massacro dei bisogni quotidiani e gridiamo a gran voce ai Commissari di tornarsene a casa per evitare  dei danni ancor più irreversibili. Reggio deve tornare ai cittadini”.