Reggio, giornalismo nella scuola: il progetto portato avanti dall’Istituto De Amicis-Bolani

scuola_media--400x300Stefania Chirico, insegnante dell’Istituto Comprensivo De Amicis-Bolani, attraverso una nota diffusa alla stampa propone una sua personale rivisitazione della professionalità del giornalista, presentata in una nuova ottica attraverso un progetto di giornalismo proposto da Giuseppe Romeo,  Preside dell’Istituto in cui lei stessa lavora.

Mi sembra un modo adeguato – scrive l’insegnante – per portare in luce tale professionalità, concretizzata in una disciplina di studio che palesa una nuova disciplina curricolare e una formazione culturale e professionale dei discenti verso un mondo lavorativo costituito da una base di studio particolareggiata ed approfondita. Ho posto un parallelismo nel binomio: giornalista = cultura, verità scuola = apprendimento, modernità; il tutto rivisitato ‘nell’ottica di una ricaduta professionale’.

‘Giornalisti si diventa’ – continua Stefania Chirico – Imparare l’elegia delle parole, per comunicare messaggi, sensazioni, emozioni o notizie quotidiane, per estrinsecare le conoscenze o per palesare le informazioni, si acquisisce in un divenire di studio-apprendimento. Il giornalista è il conservatore di un messaggio, ma anche colui che esterna un mondo dove il dettaglio fa la differenza, dove la coerenza delle idee viene super partes, dove la comunicazione diviene certezza, dove i valori assumono concretezza e le relazioni conformità. Pertanto giornalisti si diventa attraverso l’esplicitazione di dinamiche conoscitive e socio-pedagogiche in un panorama culturale: dalla scuola al mondo conoscitivo e indi lavorativo. Una ‘scuola di giornalismo’ per una scuola nuova, che propone un percorso progettuale capace di decodificare i processi dell’apprendimento in una disciplina di studio: istruire i giovani ad approfondire la costruzione e i dettagli di una notizia, per ricavarne da essa i dettami del giornalismo, come conoscenza e tecnica di studio. Pon FESR 2007/201, Obiettivo F3, Progetto ‘A scuola di giornalismo’ all’Istituto Comprensivo De Amicis-Bolani  proposto dal Dirigente Scolastico Giuseppe Romeo ‘docere’ è un dovere per l’insegnate, il magister, storicamente era la figura basilare dell’antichità, ‘maestro’ era colui al quale era consacrata la culla del sapere degli apprendimenti e ancora nell’attualità odierna, a lui è riservato il diritto-dovere di infondere la conoscenza nelle menti, come al giornalista è assegnato il diritto-dovere di notificare la cultura e la verità che indi deve passare attraverso la scuola. L’apprendimento del giornalismo diventa un binomio di classicità e modernità, un connubio tra gli elementi cardini della cultura con le tecnologie più attuali che rivestono oggi il mondo dell’informazione, dal cartaceo all’online. La scuola deve instradare così i giovani alle conoscenze tecnologiche ed informative in un processo-studio laboratoriale per documentare le esperienze, concretizzatesi in notizia ed informazione, visto ‘nell‘ottica di una ricaduta occupazionale’. Gli alunni della De Amicis-Bolani, nell’anno scolastico 2013/14, coinvolti in rassegne giornalistiche per esplorare le notizie più salienti del giorno, ricerche esperenziali per concretizzare e documentare stesure di testi giornalistici, per fornire il resoconto di eventi ed esperienze personalmente vissute, preparazioni e ricerche dettagliate di materiale testuale e di immagini per entrare nella notizia, nella  produzione di materiale cartaceo testuale per costruire un ‘giornale’ dove il particolare s’incontra con il generale, dove le conoscenze linguistiche incontrano le attitudini personali e caratteriali. ‘Progetto’ sottolinea il preside Romeo, che ha coinvolto, in una ‘mini redazione’ alunni dei vari ordini scolastici, in una sinergia d’intenti volti alla scoperta, alla conoscenza, alla comunicazione e all’iterazione culturale e socio-ambientale dei singoli con il gruppo. Con slide illustrative, schede didattiche esemplificative, rappresentazioni grafiche e lavori di sintesi, i discenti sono pervenuti all’apprendimento di tecniche giornalistiche  ed alla concretizzazione di un project finale dove le 5 W (Who? What? When? Where? Why? ovvero Chi? Cosa? Quando? Dove? Perché?) della tradizione giornalistica anglosassone, si sono coniugate con le tipicità personali e le conoscenze culturali in una summa di competenze e saperi”.