Reggio, eclatante protesta in Prefettura: “oggi non ce ne andiamo, ci diamo fuoco” [FOTO]

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protesta prefettura2 copiaNon c’è pace per i lavoratori della società mista pubblico privata “Piana Ambiente”, che non si sono potuti godere la Pasqua e ovviamente non avranno alcuna voglia di festeggiare neanche il lungo weekend del 25 aprile: stamattina si sono ritrovati davanti la Prefettura di Reggio Calabria dove stanno dando vita ad una protesta eclatante, seppur dignitosa senza alcun tipo di deriva violenta. Tengono al collo (vedi foto) una bottiglia piena di benzina, e minacciano di darsi fuoco “se oggi non avremo risposte certe”. “E’ da 3 anni che veniamo qui e continuano a prenderci in giro“, affermano i lavoratori provati da soprusi. Sentono calpestati i loro diritti: Piana Ambiente è una società mista pubblico-privata della piana di Gioia Tauro, che comprende 34 comuni.

protesta prefettura4 copiaDal 1 gennaio 2013 si è aperta la procedura di disoccupazione, per un centinaio di impiegati. Alcuni sono stati riassorbiti in una nuova società, altri sono rimasti senza stipendio e senza lavoro. “Ma a casa abbiamo una famiglia da sfamare, e intorno a noi vediamo assunti figli di ex lavoratori in cassa integrazione, addirittura figli di assunti con disabilità, amici degli amici, parenti dei parenti. E noi rimaniamo qui a guardare” dichiarano i lavoratori. Nel mirino dei rappresentanti sindacali ci sono i Sindaci di Rosarno e Gioia Tauro, e i commissari di Taurianova, non a caso i centri più grossi e importanti di tutta la piana: “è inutile che ci riceva il Prefetto. Noi vogliamo parlare con loro. Devono venire qui, devono spiegarci con quale criterio stanno facendo le assunzioni. E ci sorprendiamo soprattutto dai commissari di Taurianova, per giunta tre e non solo uno. Certe cose da un sindaco legato con la politica te le aspetti, invece da un uomo di stato come dovrebbe essere ogni commissario ti aspetteresti un trattamento diverso e più corretto. Invece no” continuano i lavoratori su tutte le furie.

Intanto l’emergenza rifiuti continua ad affogare la piana di Gioia Tauro, più di quanto non accada nel resto del territorio calabrese. Di chi è la colpa? Sicuramente non di questi operai che avrebbero tutta l’intenzione di tornare al lavoro…

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