Reggio, Confindustria e sindacati sulle opere pubbliche: “Facciamo ripartire l’economia della città”

IMG_20140429_111059Importante incontro quello di stamane, nella sede di Confindustria di Reggio Calabria:  uniti, in un unico tavolo e con un unico obiettivo, sindacati e imprenditori per portare all’attenzione di tutti, i lavori pubblici finanziati nel nostro territorio e mai portati a termine.
“Opere pubbliche. Un blocco che paralizza l’economia reggina” è il titolo dato al convegno odierno, in cui sono intervenuti il Presidente di Confindustria di Reggio, Andrea Cuzzocrea, il Presidente dell’Ance, Francesco Siclari, i Segretari confederali della Cigil e della Cisl, Mimma Pacifici e Domenico Serranò e della Uil, Santo Biondo; a moderare il dibattito, il Direttore dell’agenzia di comunicazione reggina Labecom, Giampaolo Latella.

“Siamo qui oggi – ha esordito Cuzzocrea – per denunciare la situazione di stallo in cui si trovano i cantieri della provincia di Reggio Calabria, parlando sulla base di dati raccolti con molta fatica”. In riferimento a quest’ultima affermazione, si deve dire che più volte nel corso della mattinata si è sottolineata la scarsa trasparenza della Pubblica Amministrazione cittadina, “che molto spesso – ha continuato il Presidente di Confindustria – non pubblica i dati, come invece impone la legge, dando così testimonianza della scarsa volontà dimostrata dalla stessa Pubblica Amministrazione nel rendere chiaro l’iter dei lavori. I commissari – ammonisce Cuzzocrea – dovrebbero una volta per tutte occuparsi del ‘Decreto Reggio’ (legge speciale 246/89) e del perché molte delle opere previste da questo sono tutt’oggi bloccate. Si deve creare una task force – conclude il Presidente – immettere dei funzionari di alto livello all’interno della macchina burocratica per riuscire a risolvere questa situazione in cui ci troviamo”.

Un situazione, come dice Cuzzocrea, che vede opere finanziate per centinaia di milioni di euro ancora completamente bloccate a causa dei motivi più disparati. La riattivazione di queste opere, ed è proprio questo lo spirito su cui si è poggiato l’incontro odierno, spingerebbe Reggio e la sua provincia fuori dalla crisi, facendo ripartire l’edilizia (vero motore dell’industria calabrese), e immettendo in circolazione una grande quantità di denaro utile a tutti i comparti produttivi.

A dare diretta lettura dei dati raccolti in un resoconto censito dalla cassa edile, che testimoniano la crisi economica e occupazionale del territorio, il Presidente dell’Ance, Francesco Siclari. Da quanto riportato da Siclari, dal 2011 al 2013 le ditte attive sul campo sono in diminuzione del 27%, per un calo degli operai pari al 32%, sulla base di 1805 unità; le ore ordinarie di lavoro, sempre in riferimento allo stesso periodo di tempo, sono in calo del 37%, mentre quelle per malattia-infortunio sono aumentate del 21%.

Ma ecco che arrivano i dati sul famoso “Decreto Reggio”, ed è qui che Siclari si mostra del tutto indignato, volenteroso di chiedere al più presto un incontro con i Commissari che definisca in maniera chiara le cose. Sono 95 milioni di euro i soldi spesi per i progetti approvati nel Decreto e pronti per andare in gara, ma mai messi in atto; tra i tanti, si ricordino gli alloggi popolari (valore appalto di 11.500 milioni), i parcheggi sotterranei di Piazza Garibaldi (valore appalto 10.300 milioni), la fiera del quartiere Arghillà (valore appalto 16 milioni), il ponte di collegamento tra Gallico e Catona (valore appalto 5 milioni), il centro civico e sociale di Mosorrofa (valore appalto di 3.300 milioni) e più se ne ha, più se ne metta.

Parlando del PISU (Programma Integrato di Sviluppo Urbano), invece, l’importo finanziato per i lavori immediatamente attivabili è pari a 26 milioni di euro; tra le principali opere ci sono quelle propedeutiche al Waterfront (valore appalto 13 milioni), la riqualificazione del Corso Garibaldi (valore appalto 6.700 milioni) e tante altre.

Per quanto riguarda altri lavori immediatamente attivabili si parla sempre di cifre esorbitanti, di 51.600 milioni, di cui si riporta un valore di appalto per l’edilizia scolastica provinciale pari a 14 milioni; e come non ricordare, poi, la ormai dimenticata Diga del Menta (valore appalto schema idrico 25 milioni), i cui lavori sono fermi da ben 3 anni e “attraverso la quale – dice Siclari – si potrebbero soddisfare le esigenze idriche della città a costo zero”; il completamento del Museo Archeologico Nazionale (valore appalto 5 milioni) o quello dell’Ospedale Morelli (valore appalto 7.800 milioni).

In tutto, insomma, il denaro speso per i lavori immediatamente attivabili è pari a 172.600 milioni di euro, considerando anche i 163 milioni per i cantieri fermi.

Una situazione disastrosa, insomma, anche per quanto riguarda l’università, che come riporta il Presidente dell’Ance, ha comunicato di aver perso 3 milioni di quelli previsti per la costruzione della casa dello studente, struttura che adesso sarà destinata ad avere la metà dei posti letto programmati in principio (200 al posto di 400).

IMG_20140429_121318“Quale grande città – ha esclamato Siclari – soprattutto del Meridione, ha a disposizione  queste cifre? Noi tutti siamo seduti a questo tavolo per incoraggiare il lavoro e l’economia, dando voce proprio a quei lavoratori che non sono arrivati a potersi comprare il pranzo di Natale (e Siclari ha dimostrato di aver preso coscienza personalmente di queste situazioni, avendo avuto lui stesso, fino a pochi anni fa, 70 dipendenti, ad oggi diventati 7).

“Noi siamo la parte che deve tutelare i lavoratori – è subentrata in questo modo nel discorso, Mimma Pacifici della Cgil – ma come possiamo farlo se le stesse imprese sono in difficoltà su tutto il territorio. Il problema più serio, però – e lo ha ribadito anche la Pacifici – è con la Pubblica Amministrazione, questo è il vero dramma della Calabria”. Un “dramma” di cui i rappresentanti dei Sindacati hanno anche discusso ieri in un incontro con la Commissione Antimafia, evidenziando la scarsa trasparenza e il mancato dialogo con la Pubblica Amministrazione. “In questo momento a Reggio – ha continuato Mimma Pacifici – abbiamo lo Stato a governare il comune, quindi quale miglior momento per far ripartire i progetti?”.

Anche Domenico Serranò, Segretario della Cisl, pensa che si deve innanzitutto puntare sui fattori di sviluppo, in un momento in cui la controparte dei sindacati è lo Stato. “Noi come organizzazione – ha spiegato Serranò – abbiamo stilato in passato delle linee guida in parte condivise, che riguardano le infrastrutture, le grandi opere, le prospettive per il turismo, la forestazione, i servizi alla persona, ma di tutto questo la parte politica ha ricevuto ben poco. Ci auguriamo che nelle prossime elezioni, al centro di tutto ci siano i progetti – conclude il Segretario Cisl – e che riprenda al più presto il dialogo, ormai interrotto da prima di Natale, con i commissari, perché il colloquio con il cittadino deve essere costante, ed il cittadino siamo pure noi”.

È a questo punto del convegno che interviene anche  Santo Biondo, della Uil, ricordando quello che gli altri, italiani e non, pensano della Calabria e soprattutto quella che è l’immagine della Calabria in Italia e nel mondo. “Ad oggi – ha detto – l’immagine comune che si ha della Calabria è quella della Salerno-Reggio Calabria, un’autostrada ancora non portata a termine, nonostante i soldi siano arrivati. Proprio per questo – sottolinea Biondo –  ci si deve domandare dove è stata la volontà di andare avanti tanto decantata dalla classe politica che ha governato in questi anni. La Calabria – ed è questo un dato su cui punta molto Biondo – riesce a spendere solo il 40% delle risorse comunitarie, ad oggi ci sono 150 mila disoccupati nella provincia di Reggio, che conta circa 550 mila abitanti, e la restante parte comprende precari o pagati male. Bisogna ripartire programmando il futuro, ripartire basandosi anche sull’aiuto dello Stato, ma non aspettando ancora che una soluzione cadi dal cielo, promuovendo , invece, iniziative esemplari progettate dalla comunità”.

Con questa speranza Biondo conclude il suo intervento, lasciando l’ultima parola al Presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, arrivato in un secondo momento. “È indispensabile – dice Raffa che Confindustria e sindacati stiano insieme per creare lavoro, per dare lavoro. Per quanto mi riguarda, posso dire che sono avvenuti dei grandi passi avanti nell’informatizzazione online, che rende chiare ed accessibili a tutti gare d’appalto e determine. Creiamo posti di lavoro – afferma infine Raffa – anche per combattere la ‘ndrangheta e stiliamo un documento unitario che abbia una grande forza d’urto”.