Reggio, Agraria: resoconto del seminario “Tecnica di Polizia Giudiziaria Ambientale”

pa_csIl Settore 14 “Ambiente ed Energia, Demanio Idrico e Fluviale, APQ, ATO” della Provincia di Reggio Calabria, il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e con “Diritto all’ambiente – Corsi & Formazione”, hanno organizzato un seminario di aggiornamento dal titolo “Tecnica di Polizia Giudiziaria Ambientale” che si è tenuto presso l’Aula Magna dell’ Ateneo  “Antonio Quistelli” dal 14 al 16 aprile 2014.

Il seminario era rivolto sia al personale delle Forze dell’Ordine, statali e locali, operanti nel territorio provinciale e agli Enti che a vario titolo e livello si occupano di tutela dell’ambiente.

L’iniziativa ha avuto come obiettivo sia l’aggiornamento tecnico – normativo degli addetti del settore che la promozione di una maggiore cooperazione e collaborazione tra le varie istituzioni che a vario titolo, giornalmente e faticosamente, si adoperano per la tutela dell’ambiente e della salvaguardia del territorio.

La scelta di realizzare il seminario di aggiornamento nasce dalla consapevolezza che bisogna arginare il crescente degrado ambientale a cui è sottoposto il nostro territorio.

Quando si parla di protezione dell’ambiente non si parla solamente di tutela delle risorse naturali, si parla anche, e forse soprattutto, di agricoltura, di salute pubblica, di sviluppo sociale, di crescita economica, di turismo, tutte affermazioni sintetizzabili nell’espressione “Sviluppo Sostenibile”.

Nelle tre giornate si sono discussi argomenti diversi alla luce sia della normative vigenti che della giurisprudenza che, mai come in questo comparto, è particolarmente ricca ed attenta.

I relatori del seminario sono stato, il dott. Maurizio Santoloci, magistrato di cassazione, e la dottoressa Valentina Vattani, giurista esperta in diritto ambientale.

Il Dott. Santoloci insegna tecnica di polizia giudiziaria ambientale e procedura penale operativa per la PG presso diverse Scuole statali e locali di polizia, tra le quali la scuola del Corpo Forestale dello Stato e la sede centrale del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. È direttore del sito internet www.dirittoambiente.com.

Ambedue i relatori sono autori di innumerevoli pubblicazioni in tema di diritto ambientale.

Nella prima giornata si è discusso sulla disciplina giuridica delle terre e rocce da scavo che è stata oggetto di continue modifiche nel corso di questi ultimi anni che hanno radicalmente cambiato le basi generali dei principi di regole in questo settore. Si tratta di un’area di estrema importanza sotto tutti i profili in quanto riguarda sia tanti e diffusi aspetti di attività lavorative e cantieristiche sia connessi e gravi aspetti di illegalità con infiltrazione anche di criminalità organizzata. Il settore è spesso soggetto a letture interpretative deviate e fuorvianti dettate dalle prassi del “Codice Così Fan Tutti” che portano a situazioni applicative del tutto estranee alle regole formali, anche in relazione a presunte legittimazioni di inserimenti di PVC e vetroresine nelle terre e ricce da scavo in deroga. Nella stessa giornata si è trattato del nuovo delitto di combustione illecita di rifiuti (art. 256 bis D.Lgs n. 152/06)ed in particolare di come è strutturata la norma, della sua portata e dei limiti applicativi.

 

 

Nella seconda giornata l’interesse del seminario era incentrato sulla normativa sui rifiuti affrontando la nozione base di “rifiuto”  e “non rifiuto”, sottoprodotto e “rifiuti cessati” (ex MPS) per poi passare alla disciplina dei rifiuti di origine agricola (solidi e liquidi) e forestali che sono spesso oggetto di  equivoci di lettura interpretativi ed applicativi.

La terza e conclusiva giornata del seminario è stata dedicata alla Tecnica di Polizia Giudiziaria Ambientale fornendo chiavi di lettura ed interpretazioni operative alle forze di polizia che hanno partecipato all’evento in merito alle regole sostanziali e procedurali delle attività di contrasto al crescente crimine ambientale ormai strettamente connesso con i crimini a danno della salute pubblica data la forte incidenza sui cicli vitali ed alimentari.

Intervista al Dott. Maurizio Santoloci.

Quali sono oggi i confini del crimine ambientale?

Il crimine ambientale oggi è incentrato, in particolare, sul traffico dei rifiuti solidi e liquidi in particolar modo con svernamenti in acque ed interramenti e tutto questo oltre alle devastazioni sul territorio crea diretti danni alla salute pubblica in quanto gli inquinanti entrano nei cicli biologici dei vari organismi e quindi dell’uomo.

Lei ha parlato del “codice di cosi fan tutti” di cosa si tratta?

E’ un codice di fatto, non scritto, delle prassi e delle consuetudini che si sono stratificate nel tempo nel nostro territorio in materia di lettura ed applicazione della normativa ambientale, creando così una specie di “diritto libero” totalmente disomogeneo rispetto alle regole ufficiali talché oggi molto spesso non solo i cittadini e le aziende, ma anche gli enti pubblici e di vigilanza, seguono a volte queste anomale vie interpretative. Lo scopo di questi seminari è quello di riportare sui binari della corretta lettura del diritto queste procedure anomale.

Intervista alla Dott.ssa Valentiva Vattani

La terra dei fuochi è una realtà solamente meridionale?

Assolutamente no!. Nel corso di questo seminario abbiamo illustrato come il problema, in particolare del sotterramento dei rifiuti pericolosi, è oramai trasversale su tutto il territorio nazionale e anche nel nord Italia sono ormai sistematiche le inchieste che partono da scoperte di grandi discariche sotterranee anche di rifiuti pericoli. il caso del bresciano da ultimo è certamente uno dei casi più clamorosi.