Reggina, le lacrime di Pigliacelli a fine partita dopo l’ennesima prestazione-super

pigliacelliAl triplice fischio finale di Nasca, dopo il rigore di Gerardi parato dal portiere del Cittadella, Mirko Pigliacelli s’è inginocchiato al limite dell’area di rigore che anche oggi ha difeso in modo super e ha iniziato a piangere. Lacrime che sanno di rassegnazione, per lui che nella rincorsa salvezza aveva creduto fortemente da gennaio in poi come anche il resto della squadra. Le disastrose partite contro Varese prima e Crotone poi hanno compromesso una rincorsa a cui la squadra era lanciatissima dopo gli 8 punti conquistati nelle prime 4 partite del girone di ritorno. Ma poi è stato un incubo. Nelle ultime 11 partite di punti la squadra ne ha raccolti soltanto 6, Gagliardi e Zanin hanno fatto molto peggio sia di Atzori che di Castori. Ma se c’è qualche aspetto positivo, seppur isolato come i tanti giovani prodotti del Sant’Agata lanciati con merito in prima squadra, tra questi svetta Mirko Pigliacelli, un portiere da serie A dal futuro assicurato. Se la Reggina, almeno fino ad oggi, ha creduto ancora di poter inseguire la salvezza, lo deve solo ed esclusivamente alle sue prodezze che da gennaio in poi hanno consentito a questa squadra di fare quei punti che l’hanno portata a 28 in classifica. Le tre vittoria del girone di ritorno contro Bari, Lanciano e Carpi, sono state tutte decise dai suoi miracoli prodigiosi, ma anche i pareggi sono dovuti alle sue prodezze e molte sconfitte non sono state ben più pesanti perchè lui ci ha sempre messo le mani e il corpo.
Purtroppo il disastro-Reggina mette in ombra queste sue straordinarie prestazioni, e l’unica macchia (l’assist a Jonathas del Latina) dettata dall’inesperienza e dalla voglia di vincere e far ripartire subito la squadra, non compromette questo girone di ritorno straordinario dal punto di vista personale. Con le sue dichiarazioni e con il suo atteggiamento, Pigliacelli s’è dimostrato un talento vero non solo in campo ma anche fuori: un ragazzo serio e intelligente che sicuramente avrà un futuro da grande protagonista. Dopotutto di anni ne ha ancora 20 e quest’esperienza in riva allo Stretto, la prima da titolare nella sua carriera, gli farà bene.

Certo, se ci fosse stato lui da inizio anno a portare punti alla squadra, al posto delle papere di Benassi che invece nel girone d’andata ha compromesso molte partite ben giocate lanciando al vento tanti punti che la squadra s’era meritata sul campo, probabilmente l’esito di questo campionato della Reggina sarebbe stato ben differente…