Reggina, Foti: “abbiamo la forza di superare ogni difficoltà, il sogno è lo stadio di proprietà”

lillo foti regginaUna conferenza stampa abbastanza “improvvisa” e inattesa, convocata per le 17 di oggi pomeriggio al Centro Sportivo Sant’Agata con poche ore di anticipo. Una sala stampa affollatissima di giornalisti e operatori, con qualche tifoso e curioso con gli occhi sul patron storico alla guida della società amaranto dal lontanissimo 1986, Lillo Foti.

Mi sono permesso di disturbarvi perchè si parla di chiarezza e di trasparenza: credo che la Reggina non abbia nulla da nascondere, è aperta a qualsiasi domanda. Ribadisco quello che è sempre stato il mio pensiero, la Reggina è qualcosa che ha una vita molto più lunga della mia e io sono solo al servizio di questa società. Gradirei, più che fare monologhi, rispondere a tutte le vostre domande nell’interesse della Reggina. Sono qui per dare risposte chiare ed esaurienti, posso stare anche fino alle 10“, le prime parole del patron appena arrivato al Sant’Agata.

tifosi protesta

Sulla destra una foto della protesta degli ULTRAS 1914 che sabato sono rimasti fuori dallo stadio e hanno chiesto chiarezza alla società.

Via alle domande dei colleghi giornalisti. Le parole di Foti:

Fermo restando che anche l’ultimo moribondo sul letto spera di farcela e non morire, io sono ormai consapevole che l’anno prossimo saremo nella categoria inferiore. E’ un risultato che ci appartiene, un risultato che fa danno a quest’azienda. E’ un risultato sportivo negativo che costringerà la società ad eliminare alcuni posti di lavoro, ed è il mio più grande rammarico. Ieri pomeriggio ero qui al Sant’Agata, sono salito sopra e ho visto i ragazzi che guardavano Liverpool-Chelsea e ho pensato tristissimo che – come prevede il regolamento – la Reggina in Lega Pro non potrà avere la squadra Primavera, ed è la cosa che mi rammarica di più”.
lillo foti reggina 03“La situazione economica della Reggina è un po’ difficile, rispecchia tutto il sistema che ha grandissime difficoltà. La Reggina forse ne ha meno rispetto ad altre realtà, ma vive la difficoltà del presente, della liquidità necessaria per far fronte a quelli che sono gli impegni della società. La Reggina, però, ha un grande patrimonio. E’ ricca, l’ho detto altre volte e lo ribadisco con grande convinzione. Questa è una società che ha un potenziale enorme, non solo tecnico ma umano. E’ l’officina del Sant’Agata che ha consentito alla Reggina tutti i grandi successi degli ultimi anni. Purtroppo oggi tutto il calcio italiano è in grande difficoltà, e ovviamente i territori più poveri sono quelli che ne risentono di più. E’ questo uno dei motivi per cui la Reggina è andata in difficoltà, ma noi abbiamo la forza, il coraggio e le capacità di poter affrontare qualsiasi problema. Ho 28 anni di esperienza qui dentro, le mie relazioni a livello nazionale sono quelle che hanno permesso alla Reggina di potersi confrontare e ottenere risultati dappertutto e sono relazioni immutate anche oggi. Chiaramente la situazione di crisi nazionale è una cosa che nessuno può andare a cercare di cambiare
“.

lillo foti regginaVedo nella mia città che il problema sta nel fatto che i cittadini si sono messi gli uni contro l’altri. E questo vale anche per la Reggina. Non ha senso voler trovare capri espiatori, bisognerebbe tornare uniti come un tempo“.

28 anni fa io e gli altri siamo entrati in questa società con entusiasmo e passione, valori rimasti assolutamente immutati ancora oggi. Io ho cercato di trovare delle soluzioni all’esterno, non posso andarmi ad offrire in strada, ho provato a portare avanti dei progetti che reputo interessanti nei confronti di chi vuole investire nella Reggina Calcio, ritenendo sempre la Reggina Calcio qualcosa di importante dal punto di vista dell’impresa. Ci sono stati colloqui e confronti abbastanza interessanti che portavano un ulteriore sviluppo per la Reggina Calcio, ed era questo che più di tutto mi interessava. Ho le mie convinzioni e vi chiedo scusa, credo che anche il risultato sportivo della Reggina di quest’anno – non è un alibi – sia dipeso da questa mia esigenza di dare forza dal punto di vista economico a questa società. Tutti conosciamo bene il territorio, ci sono delle difficoltà che vediamo in ogni tipo di impresa. Oggi ascoltavo che la Reggina era l’azienda che dopo la GDM era quella che faceva il fatturato più alto. Le porte del Sant’Agata sono sempre aperte per tutti: i confronti che ci sono stati sono stati sui progetti. La mia ambizione era quella del nuovo stadio, con maggiori confort. E’ uno di quei sogni che hai sin da ragazzo e che speri di realizzare quando hai i capelli bianchi. Ho sempre definito il Granillo, e debbo ringraziare il Sindaco Falcomatà, uno stadio un po’ bulgaro che è servito in un momento straordinario per la crescita dell’immagine della Reggina, ma allo stesso tempo oggi bisognerebbe adeguare le strutture alle esigenze del pubblico. C’è sempre il desiderio di avere uno stadio patrimonio della società, in modo da poter rafforzare quest’azienda, di dargli forza e di dargli capacità per avere rispetto da parte di tutti“.

foti regginaLe iscrizioni dello scorso anno in serie B hanno destato molte perplessità e moltissimi dubbi, sulle iscrizioni ci sono richieste sempre più ferree. Dobbiamo andare per gradi, il sistema si è confrontato con i soggetti di controllo economico e ci sono diverse problematiche. Per quanto riguarda il futuro, potrebbero arrivarne altri deferimenti e la Reggina dovrà eventualmente scontare dei punti di penalizzazione nel prossimo campionato”.

A livello economico per la Reggina il problema è sempre quello, il mercato. Prima era la nostra forza. Negli anni c’è stato chi è fallito perchè aveva fatto contratti di troppo. Noi abbiamo preferito rinunciare ad alcuni calciatori. Non ho mai creduto al calcio dei ricchi, ma piuttosto al calcio d’azienda. Il nostro interesse è quello della Reggina, io sono qui, a Reggio, non posso scappare. Ho dovuto abbandonare il ruolo di Presidente all’interno del CdA per l’interesse della Reggina Calcio. Qualcuno dice che Foti è un egoista fottuto, io ho fatto un passo indietro perchè per me non rappresenta un problema. Anche quello ha contribuito, è stata una delle pagine più brutte di tutta questa esperienza. L’ho combattuta con tutte le forze, ma ho fatto l’interesse della Reggina”.

CurvaSud01Purtroppo credo che i primi ad abbandonare la Reggina siano stati i tifosi. Io dico quello che penso. La Reggina ha dato tanto, ha dato passioni, emozioni, e do atto ai tifosi dei grandi sacrifici che hanno fatto per la squadra. L’errore è stato nostro, già le prime avvisaglie le abbiamo riscontrate nel periodo del -15 quando i vari Lucarelli, Amoruso, Bianchi, io, andavamo in giro a dare i biglietti omaggio nelle scuole per riempire il Granillo, per dare forza a una squadra che era in difficoltà. Io l’ho detto sabato. Se ho amore e passione, io sto accanto alla Reggina a prescindere da Lillo Foti. La Reggina esula da ognuno di noi. Il fatto che ci fosse quell’assenza, beh non è il messaggio giusto. Di fronte a che cosa? Stiamo lottando, stiamo combattendo. Chi scende in campo ha sempre bisogno di sentirsi vicino l’ambiente, di sentirsi supportati, sostenuti per dimostrare di avere coraggio. Se noi andiamo a pensare che con 15 punti a disposizione in casa, la Reggina ha preso un punto nelle ultime 5 partite. Il Granillo è diventato il possesso di tutti. La responsabilità non è di chi scende in campo. Avrà delle colpe Foti e anche chi è in panchina, ma avere la gente con te fa tanto. Ieri sentivo una frase di Boskov, a cui va un ricordo simpatico. Boskov diceva che gli stadi senza pubblico sono come una donna senza seno. La Reggina negli ultimi 28 anni ha dimostrato con i fatti quello che è, e lo riconoscerà la storia. Ma perchè dobbiamo aspettare la storia. Poco fa ha voluto parlare cinque minuti Barillà. Presidente dobbiamo lottare anche per arrivare terzultimi e ste cose qua. Nino, dovevamo lottare prima gli ho detto. Ma gli errori sono i miei. Uno dei giorni più felici della mia esperienza di dirigente calcistico non è stato il debutto a Torino o la vittoria dell’Olimpico, ma Livorno-Reggina di tre anni fa dove su 18 convocati ce n’erano 13 venuti fuori dal Sant’Agata. E’ stato uno dei giorni più felici della mia vita. A vedermeli tutti attorno mi sono sentito di aver fatto qualcosa. I primi che mi hanno creato disagio sono stati loro. Perché gli è stato trasferito come se la Reggina li avesse utilizzati, invece la Reggina gli ha permesso di avere una gratificazione economica, un percorso professionale e confronti importanti. Loro, sotto certi aspetti, pensano che la Reggina gli abbia fatto un danno e si sia approfittata di loro. Questa è la cultura sbagliata che fa parte di questo mondo“.

Reggina_logoSiamo ancora a 6 giornate dalla fine del campionato di B. Bisogna essere realisti, io lo sono sempre stato nella vita. Quello che sarà in questo campionato di B ancora non lo sa nessuno. Non c’è una matematica, non so ancora cosa succederà su tante cose che conosco io, quindi vedremo un pochettino. Io devo pensare a tenere in piedi la Reggina, quello è il mio obiettivo. La sconfitta più grossa da parte mia sarebbe non riuscirci, vorrei evitarlo. Poi la squadra, i calciatori, l’allenatore e chiunque altro sarà un fatto successivo. In questo momento io c’ho quest’obbligo, l’obbligo nei confronti dei dipendenti, l’obbligo nei confronti dei tesserati, ho obblighi a non finire“.

A chiacchiere sono bravi in tanti, come fatti invece … la Reggina è sempre aperta a chi ha la possibilità ad entrare qui ad aiutare la società“.

Cittadella in areaA Criscitiello non rispondo. E’ familiarmente legato alla famiglia del Novara. Che oggi spari a zero o sputi per interesse personale sul sistema calcio è un dato di calcio che appartiene a tutti. Io non rispondo alle sue insinuazioni, si rivolga alla procura federale. Vorrei fare un’altra riflessione, me l’ha fatto notare mia figlia stamattina. Le 4 squadre che 3 anni fa hanno fatto i playoff, Reggina, Novara, Padova e Varese, adesso stanno tutte lottando per non retrocedere. A me interessa tutelare un sistema e mi sono posto a custode del sistema: la Reggina dal tetto salariale ad altre cose ha messo il suo marchio su una serie di operazioni importanti all’interno del calcio di cui tutti mi danno atto. Oggi, però, questo sistema è così complicato … dovete sapere che oggi la serie B è in grandissima difficoltà perché le risorse che distribuisce sono risorse che sicuramente oggi non permettono alle aziende di poter stare in piedi. La Reggina in questa stagione ha incassato 243.384 euro di sponsorizzazioni, frutto della disponibilità – e io li ringrazio – di una ventina di inserzionisti. La Reggina ha un credito di 570 mila euro, perché come tutte le aziende la cosa più difficile è quella di riscuotere. Non è uno scandalo, sono cose normali di tutte le aziende del territorio. Ma voglio dire che questo è il contributo che da il territorio alla Reggina. Lo stadio, solo il Granillo, costa alla Reggina 300.000 euro l’anno. Tra abbonamenti e incassi allo stadio non si riesce ad arrivare a 500.000 euro complessivi, quindi alla fine c’è tutto un apparato che deve reggere perché solamente di costi tra trasferte e alberghi dalla prima squadra alla primavera, dagli allievi ai giovanissimi, abbiamo oltre un milione e 200.000 euro di costi ogni anno (cose che potete notare nel bilancio), quindi non è che sia facile tenere in piedi quest’azienda se non porta – come ha fatto nel tempo – tutta una serie d’idee e di progetti importanti“.

Reggina GradinataVediamo un pochettino che cosa può succedere in serie B nelle prossime settimane. Io non lo so. Alcune cose le so, ma preferisco tenerle per me. Se vedrò qualcosa che potrà andare a creare un disagio alla Reggina lo dirò. In passato altre società, nel momento in cui la Reggina è stata coinvolta nel -15, sono venuti (parlo di Brescia, Lecce e qualche altro), a dire che Lillo Foti era un delinquente e un mafioso. Siccome io non sono ne delinquente ne mafioso…

Il calcio deve cambiare cultura, offrire spettacolo in campo con professionisti più preparati ma anche spettacolo sugli spalti. La gente deve essere partecipe allo spettacolo perchè questa cultura che vinci tu e perdo io, che è una cultura che ci appartiene, è una cultura che non coinvolge più giovani. Abbiamo l’obbligo di farci delle riflessioni. Io ci ho pensato e ci continuo a pensare. Alla fine non porta a niente il fatto che tu parli male di me e io parlo male di te, porta solamente all’azzeramento totale, alla povertà. Se il calcio, che è uno spettacolo, non diventa un discorso di partecipazione, muore“.

Io non mi sono mai tirato indietro, non mi sono mai nascosto. E’ l’unica cosa che mi riconosco. Io debbo portare rispetto alle mie figlie. Si nasconde chi parla di ombre. Parlatemi di fatti. Ombre nella Reggina non ce ne sono“.

nuovo stadioSul nuovo stadio la Reggina ha presentato ai commissari un documento ufficiale. Ringrazio i commissari per la disponibilità. Noi abbiamo presentato un progetto che sarà esaminato e realizzato. E’ il sogno che mi farebbe piacere – con grande rispetto del mio amico Presidente Granillo che ricordo con grande stima e simpatia – se fosse possibile un domani, non so se sarò capace io o altri dopo di me, far avere alla Reggina uno stadio di proprietà. E’ una cosa che mi farebbe piacere“.

Per l’iscrizione al prossimo campionato di A, B e Lega Pro ci deve essere un quadro chiarissimo di quelli che sono i debiti che le società devono allo Stato. La Reggina s’è confrontata con l’Agenzia delle Entrate di Reggio Calabria su questo, ha presentato un piano che è un piano ufficiale e documentato che mette nelle condizioni la Reggina di sapere che ogni anno dovrà pagare x, y e z“.

Dopo 90 minuti, proprio come una partita di calcio, la conferenza è finita.