Pasqua 2014: celebrazioni, processioni e riti della Sicilia fra sacro e profano

processione dei Misteri trapaniIn un intreccio di sacro e profano, la settimana santa in Sicilia si caratterizza per il suo susseguirsi di celebrazioni e processioni. Eventi che raccolgono in se’ elementi della tradizione religiosa, ma anche della cultura pagana e delle dominazioni araba e spagnola, e che cambiano di provincia in provincia, di paese in paese. Con un unico elemento che li accomuna: la grande partecipazione dei fedeli che, in un’atmosfera mistica, sono al contempo spettatori e attori del grande mistero della Passione, Morte e Resurrezione di Gesu’ Cristo. Celebre e’ la processione dei Misteri che inizia il pomeriggio del Venerdi’ Santo a Trapani e si conclude il sabato mattina. Per le strade della citta’ sfilano, portate a spalla, diciotto antichissime statue di legno, i ‘misteri’ appunto, affidate ciascuna ad una maestranza e che rappresentano le tappe della via Crucis. Risalgono alla dominazione spagnola i riti della processione del Venerdi’ Santo a Enna, dove i circa duemila confratelli delle quindici congregazioni della citta’, antiche corporazioni delle arti e dei mestieri, sfilano incappucciati portando su vassoi i 25 simboli del martirio di Gesu’ e seguendo nel silenzio piu’ assoluto le due Vare del Cristo Morto e della Madonna. Sono invece quattro le processioni che, sempre la sera del Venerdi’, si svolgono nel capoluogo siciliano. La prima e’ organizzata dalla congregazione dei Cocchieri che portano in processione le due statue del Cristo morto e della Madonna dell’Itria; la seconda e’ organizzata dalla confraternita dei panettieri ed e’ intestata a S. Maria Addolorata; la terza riguarda la vergine Ss. Addolorata della Soledad e porta per le vie della citta’ la scultura lignea del Cristo morto e della Vergine della Soledad; l’ultima e’ quella degli artigiani devoti alla Madonna del Lume e percorre le vie del mercato storico della ‘Vucciria’ fino al Teatro Massimo. A Taormina, Milazzo e Erice vale la pena partecipare alla via Crucis vivente mentre Mineo, in provincia di Catania, e’ celebre per la sfilata dei ‘nudi’, uomini scalzi vestiti di bianco che in origine indossavano solo dei mutandoni. La Domenica di Pasqua a Modica, in provincia di Ragusa, e’ dedicata al rito, risalente ai primi del ‘600, della Madonna Vasa Vasa. Durante la mattina le statue del Cristo e della Madonna vengono portate in processione per le vie del paese. La Madonna, che indossa un mantello nero in segno di lutto, inizia subito la ricerca del figlio. L’incontro avviene a mezzogiorno nella piazza principale ed e’ noto con l’espressione di Madonna Vasa Vasa proprio perche’ le due statue si avvicinano per un bacio. Sempre nel ragusano ma a Scicli la domenica si celebra l”Uomo Vivo’. Il rito si articola in due processioni, la prima, al mattino, che vede il sacramento portato per le vie della citta’ per poi far ritorno alla chiesa di S. Maria La Nova dove viene sostituito col simulacro di Gesu’ risorto protagonista della seconda processione che si svolge nel pomeriggio. Vanta una tradizione lunga piu’ di 250 anni, la ‘Diavolata’, in gergo ‘I diavulazzi di Pasqua’, che si svolge nel paese catanese di Adrano. Su un palco, che ha come scenario il Castello cittadino, va in scena la vittoria del bene sul male, il trionfo cristiano sull’attacco proveniente dagli inferi. Cinque diavoli vestiti di rosso escono da una botola accompagnati da fiammate e fumo. Con loro Lucifero, la Morte che indossa un abito raffigurante uno scheletro, ed un angelo, rappresentato da un bambino. Si susseguono una serie di battaglie e discussioni fra il bene e il male che si concludono quando l’Angelo costringe i diavoli a pronunciare la frase ‘Viva Maria’.