“Panorama d’Italia”, dalla formazione sulle start-up giovanili fino a Sgarbi passando per Gratteri: il riepilogo della 2^ giornata

10154553_10203357433637377_1425429834_n“Oggi il problema dello sviluppo è ancora la mafia, non dimentichiamolo e non dissimuliamolo”: è stato questo l’appello di Nino De Masi, l’imprenditore antimafia di Gioia Tauro che da anni opera con l’azienda presidiata dall’esercito, al convegno con cui Panorama d’Italia ha aperto oggi all’Università mediterranea di Reggio Calabria il convegno su “Pensare al lavoro, creare il lavoro”: un dibattito davanti a oltre 300 tra giovani universitari e piccoli imprenditori moderato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè. Un convegno aperto dal rettore Catanoso in cui sono emerse, oltre a tante argomentazioni sulle possibilità di ridare slancio all’occupazione in Calabria, anche una serie di notizie inedite: Invitalia, per esempio, per bocca del suo amministratore delegato Domenico Arcuri, ha annunciato di aver già finanziato, da settembre ad oggi, ben 201 start-up nelle sei regioni del Sud e nel cratere aquilano con 35 milioni di euro e di averne in valutazione altre 325, con ulteriori 155 milioni da investire, nel quadro del programma “Smart and start”.

L’Expo 2015, e in particolare il Padiglione Italia, che esporrà il meglio del nostro Paese su 20 mila metri quadrati di superfice espositiva, ha reso noto attraverso il suo direttore delle relazioni istutuzionali Alberto Mina sta selezionando attraverso una convenzione con Italia Camp, circa 2000 start-up che verranno presentate, in gruppi di 11 al giorno, nel corso dei 184 giorni in cui si dispiegherà la grande esposizione mondiale. Il vicepresidente di Banca Mediolanum Giovanni Pirovano, che è anche vicepresidente dell’Abi, ha lanciato un appello al governo affinchè “lo Stato presti garanzie sui finanziamenti erogati dalle banche alle pmi, nella misura di quasi il 75% del totale, come accade negli altri Paesi manifatturieri italiani, innanzitutto la Germania molto di più dell’Italia. Bisogna chiudere questo gap”. La top-manager dell’Ibm Cristina Farioli ha sottolineato quanto il suo gruppo punti sul Sud in generale e sulla Calabria in particolare, contando sulle straordinarie opportunità di ripresa e di sviluppo che vi ravvisa.

Nel pomeriggio, al Teatro Cilea, lunga intervista pubblica del Procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria

Nicola Gratteri col vicedirettore di Panorama Maurizio Tortorella. Gratteri ha detto di aver avuto rassicurazioni da Matteo Renzi di essere chiamato a fare il ministro della Giustizia fino alle 16,15 del pomeriggio del giorno dell’annuncio della composizione del governo: “Poi non so cos’è successo, lo sapete forse meglio voi”, ha aggiunto rivolgendosi ai giornalisti: “Se Renzi mi ha proposto di fare il ministro è perché sapeva cosa avevo in mente di fare, a quale rischio andava incontro. Avevo un programma che non era segreto, si trattava di cambiare le regole d’ingaggio, di smontare ciò che non funziona”. Gratteri ha ribadito l’importanza di una rifondazione del sistema giudiziario italiano: “Se fossero aziende private, i tribunali sarebbero già falliti, la giustizia è un sistema fallimentare”, ha detto: “Se i cittadini aspettano dieci anni per una sentenza civile, è segno che il sistema non funziona. Se nel processo penale l’informatizzazione è vicina allo zero, anche. Se fossi andato a Roma da ministro avrei cambiato le regole d’ingaggio che non funzionano più”. In serata, l’attesissimo incontro con Vittorio Sgarbi che ha tenuto una lezione sui Bronzi di Riace al Museo.