A Palermo metropolitana da 3miliardi mentre a Messina i trasporti sono “un girone infernale”

tramMano sul cuore, il Sindaco Orlando ha promesso che quest’anno, a festeggiare Santa Rosalia, patrona di Palermo, ci saranno anche i primi tram cittadini. Il nuovo progetto di rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico, prevede la costruzione di almeno tre linee tranviarie, nonché, la trasformazione del passante ferroviario in una metropolitana, con la creazione della cosiddetta MAL, la metropolitana automatica leggera che collegherà la periferia ovest a quella est di Palermo. Quest’ultima si svilupperà su un tratto iniziale di 20 chilometri e collegherà, in particolare, la località di Oreto con quella di Mondello, tratta che potrà essere percorsa in non più di 15 minuti. Il costo della MAL è stimato in 3 miliardi e mezzo di euro.

Una vera e propria rivoluzione della viabilità palermitana, nota come una delle più caotiche d’Italia, che fa onore alla Giunta di Leoluca Orlando, ma che avrà fatto storcere il naso a qualcuno per i costi faraonici che sono stati previsti, ma l’opera garantirà la mobilitazione di un flusso di passeggeri in un numero di circa 36 milioni.

Non v’è dubbio che Palermo, da metropoli qual è, necessita di un servizio di trasporti più massiccio rispetto a quello delle altre città siciliane, ma Messina, centro nevralgico dei metromarecollegamenti con il Continente, non crediamo meriti la sorte alla quale è stata destinata.

I servizi di trasporto sono al collasso e, parliamo di proprio tutti i settori della viabilità.

Proviamo a fare un po’ il punto della situazione.

Partiamo dalla questione della Metromare. Il servizio di traghettamento veloce tra Reggio e Messina, divenuto “triangolare” con l’aggiunta dei mezzi veloci con rotta su Villa San Giovanni, sono il “minimo e normale” servizio di collegamento tra le due sponde dello Stretto; così è per tutti i pendolari, ma non per lo Stato e forse nemmeno per le amministrazioni dei Comuni che si affacciano sullo Stretto che non sono riusciti ad ottenere alcun che dal Ministero.

Anni fa, quando ancora esisteva la Provincia regionale di Messina, a capo della quale stava Nanni Ricevuto, veniva annunciata la costituzione della Metromare, società che avrebbe garantito il trasporto tra Reggio e Messina e che avrebbe dovuto permettere più celeri modalità di imbarco verso l’aeroporto Tito Minniti, effettuando il check-in per i voli, direttamente a Messina dai terminal di Metromare, appunto.

Il progetto di rivelò fallimentare, furono spesi milioni di euro, ed il “sogno Metromare” finì. Da lì si sono susseguite una serie di proroghe al servizio che sono al limite della legalità. Il bando per appaltare il servizio in maniera stabile è solo un miraggio, e tra qualche mese, a giugno, scadrà anche l’ultima proroga.

Sarebbero stati stanziati quasi 5 milioni di euro, che però, niente faranno se non “ri-ri-prorogare” il servizio fino a dicembre. E dopo? Dov’è la flotta comunale promessa dal aeroportodelmelaSindaco Accorinti, liet motiv della sua campagna elettorale?

Mentre la speranza del traghettamento veloce rischia di “affondare” rovinosamente, la situazione dei trasporti nell’entroterra non è delle migliori. Fare il check-in a Messina per imbarcarsi sui voli in partenza dall’aeroporto dello Stretto, per molti aveva rappresentato un importante passo in avanti, perché, ricordiamo, Messina non ha un aeroporto; sempre promesso “dalla politica di qualunque bandiera”, non è mai stato realizzato. Il progetto per la realizzazione dell’aeroporto nella Valle del Mela è…solo un progetto! Le piste di atterraggio nel circondario di Milazzo finiranno prima o poi,  per diventare strutture “mitologiche”, come i giardini di Babilonia.

Ora pare che vi sia una società nipponica, disposta ad aprire il portafoglio per costruire l’aeroporto del Mela, che verrebbe, sì, privatizzato, ma quantomeno, verrebbe costruito!

Ed i trasporti su gomma e su rotaie? Messina è città universitaria, il numero di studenti che necessitano di spostarsi nel centro cittadino è notevole, eppure, i numeri dell’ATM sono desolanti. I pullman, vecchi e maleodoranti (va detto), sono pochi, una media di 15 vetture e quattro tram, mezzi che traboccano di viaggiatori che spesso sono lasciati a piedi.

Se a tutto questo aggiungiamo la tragica situazione dei trasporti ferroviari, drasticamente ridotti da Trenitalia, capiamo come la viabilità messinese e Siciliana, sia un assurdo girone dantesco.