‘Ndrangheta, “strage contrada Razzà”, Taurianova (RC): i familiari di Vincenzo Caruso chiedono risarcimento allo Stato

Niscemi: parenti carabiniere ucciso in Calabria chiedono ricSi ritorna a parlare, dopo ben 37 anni, della “strage di contrada Razzà” di Taurianova (RC), nella quale, il 1° aprile del ’77, morirono quattro persone (due carabinieri e due componenti di un commando mafioso) in un conflitto a fuoco tra militari e uomini delle ‘drine, dopo la scoperta di un summit della ‘ndrangheta con la presenza di uomini politici in un casolare abbandonato.

I familiari di Vincenzo Caruso, di Niscemi (Caltanissetta), uno dei due carabinieri caduti, ed in particolare gli anziani genitori, il padre, Mariano, di 92 anni, e la madre, Maria Buccheri, di 85, nonché la nipote che si è intestata questa nuova battaglia, Lorena Lupo, di 33 anni, figlia della sorella Rosaria, si sono rivolti alla magistratura per chiedere allo Stato un risarcimento postumo, attraverso il fondo di rotazione, che riconosca al loro congiunto il titolo di “vittima dei reati di tipo mafioso”, dato che all’epoca non esisteva il 416 bis.

Lo chiedono a quello “stesso Stato che stranamente assente nel processo di tuo fratello – scrive Lorena, in una lettera alla propria madre, suicidatasi nel 2005 per la delusione di non avere ricevuto giustizia – si è costituito invece parte civile per i danni subiti ad un’autovettura”, quella di servizio dei carabinieri uccisi.