‘Ndrangheta, Pasqua senza processione dell’Affruntata: amarezza e tensione a Sant’Onofrio

AffruntataC’e’ grande amarezza, delusione e tensione a Sant’Onofrio, piccolo centro di tremila abitanti a pochi chilometri da Vibo Valentia, dove per la prima volta nella storia non si e’ svolta la processione dell’Affruntata, il tradizionale rito dell’incontro della statua del Cristo risorto e quelle di San Giovanni e la Madonna. La decisione e’ stata presa per protesta contro il Comitato per l’ordine e la sicurezza che aveva stabilito che le statue dovevano essere portate dai volontari della Protezione civile per evitare infiltrati della ‘ndrangheta.
Affruntata01Si e’ svolta, invece, regolarmente e senza problemi la processione nel comune di Stefanaconi dove i cittadini hanno accettato, seppur con qualche malumore, la decisione di far portare le statue ai ragazzi della protezione civile. A Stefanaconi il rito religioso si e’ svolto con la vigilanza di molti carabinieri e poliziotti che, sin da stamane, hanno presidiato tutto il territorio comunale. Al suo arrivo mons. Renzo ha espresso solidarieta’ a tutta la popolazione di Sant’Onofrio sostenendo che se “”si fosse trovata una soluzione condivisa ne avrebbero giovato tutti. Sono venuto a Sant’Onofrio a portare la mia solidarieta’ e vicinanza alla popolazione che ha dovuto rinunciare al rito dell’Affruntata. Se mi avessero interpellato al momento opportuno sarei intervenuto io in prima persona. L’Affruntata non e’ uno spettacolo, e’ un rito religioso sentito da tutta la popolazione e tale deve restare“. “Questa messa non e’ stata preceduta dal rito dell’Affruntata. Voi avete voluto che cio’ avvenisse, in un certo senso mi dispiace perche’ questo rito rappresenta per la vita di una comunita’ un momento molto bello” ha detto mons. Luigi Renzo nel corso dell’omelia pronunciata durante la messa di Pasqua. “Ma la Pasqua – ha aggiunto – e’ resa piu’ bella e solenne, e meno spettacolare ma piu’ espressiva e cosciente, dalla presenza del vostro vescovo tra voi. Sono qui per esprimervi la mia vicinanza in un momento cosi’ sofferto, la mia solidarieta’ per quello che e’ stato deciso in qualche modo a vostro danno. Sappiamo bene che l’Affruntata non e’ uno spettacolo che puo’ essere messo in scena da chiunque, anche dall’esterno della comunita’. Non si tratta di trovare degli attori che possono essere sostitutivi. E’ un momento intenso, di gioia, che esprime allo stesso tempo, un profondo senso religioso nel popolo cristiano che certamente non puo’ essere turbato da calcoli mafiosi. La comunita’ ha diritto di essere rispettata da tutti“. Il pensiero del presule va “anche alla gente di Stefanaconi che sta vivendo la vostra stessa sofferenza. Oggi, pero’, sara’ una bella giornata, malgrado tutto. La legge deve tutelare l’ordine pubblico del vivere civile, la Chiesa ha il vangelo e la sua legge e’ la misericordia ed il perdono, come ci ha insegnato Gesu’. Buoni e cattivi, Dio ci aspetta tutti. Non basta essere cristiani, bisogna esserlo nei comportamenti e nella ferma volonta’ a seguire Gesu’. Non tutti lo fanno malgrado il Cristo sia morto in croce e risorto anche per loro“. Quando il presule ha iniziato a celebrare la messa sono state vietate le riprese televisive e le fotografie all’interno della chiesa di Maria Santissima delle Grazie. La decisione e’ stata sostenuta dai fedeli con un lungo applauso.

Affruntata02A Sant’Onofrio non e’ tuttavia la prima volta che la processione subisce ‘contraccolpi’ provocati dai tentativi di allontanare esponenti delle cosche da questo rito popolare facendo cosi’ venir meno il loro ‘prestigio’. Nel 2010, ad esempio, l’ Affruntata fu posticipata di una settimana dopo che, nella notte precedente l’evento, la ‘ndrangheta aveva sparato alcuni colpi di arma da fuoco contro il cancello della casa dell’allora priore della confraternita del Santissimo Rosario, Michele Virdo’, che da sempre organizza la cerimonia. Dopo l’intimidazione laprocessione fu sospesa e poi celebrata sette giorni dopo. L’anno successivo, stesso copione con l’intimidazione alla squadra di calcio locale, a ridosso della Pasqua scelta dalla chiesa per portare le statue.