‘Ndrangheta: con l’arresto di Pignatelli sono 6 i “superlatitanti” catturati dall’inizio del 2013

2014042802186101857PCattura dei latitanti e azione forte, in Italia e all’estero, per smantellare i cartelli della ‘ndrangheta. Corre su queste due priorita’ l’azione delle forze dell’ordine impegnate nel piano nazionale e transnazionale contro la criminalita’ organizzata di tipo mafioso calabrese. Con l’arresto a Santo Domingo del boss Nicola Pignatelli – il ‘primo dell’anno’ come importanza- latitante dal 2011 e inserito tra i primi 100 ricercati dell’elenco del ministero dell’Interno, salgono a 6 i ‘superlatitanti della ‘ndrangheta catturati da inizio 2013 dal Servizio Centrale Operativo (Sco) della Polizia, e dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria. A finire in manette il 2 febbraio 2013 fu Domenico Leotta, detto ‘u’ Longu’, 53 anni, elemento di spicco della potente cosca della ‘ndrangheta Pesce di Rosarno (Rc). Leotta, pregiudicato per omicidio, associazione mafiosa, stupefacenti ed altri gravi reati, era latitante dall’aprile 2010, quando era riuscito a sottrarsi all’esecuzione di un provvedimento restrittivo, emesso dall’ Autorita’ Giudiziaria di Reggio Calabria (Rc), per il reato di associazione mafiosa, nell’ambito dell’operazione ‘All Inside’, che aveva consentito di disarticolare la potente consorteria dei Pesce, operante nella piana di Gioia Tauro e nel comprensorio di Rosarno. E’ del 20 aprile 2013 l’arresto di Sebastiano Strangio, 38 anni, elemento di spicco della potente cosca della ‘ndrangheta Nirta-Strangio di San Luca (Rc). Pregiudicato per omicidio ed associazione mafiosa, si era reso irreperibile dal 2007 ed era latitante per un condanna definitiva emessa a suo carico per la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Ritenuto elemento di primo piano nell’ambito del sodalizio, in stretto raccordo con Francesco Nirta, era dedito alla gestione delle attivita’ illecite della cosca di appartenenza e delle possibili proiezioni al Nord Italia e, in particolare, nel basso Piemonte. Il 25 aprile 2013 l’arresto di Domenico Trimboli, 59 anni, inserito nell’elenco nazionale dei ricercati piu’ pericolosi della ‘ndrangheta calabrese, da anni ricercato in quanto responsabile di traffico di stupefacenti e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Destinatario anche di un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla procura generale presso la Corte di Appello di Roma per l’espiazione della pena di 12 anni di reclusione, e’ considerato elemento di vertice della cosca Cua-Rizieri operante nel versante jonico della provincia di Reggio Calabria con ramificazioni al Nord Italia e associato a Luigi Barbaro, arrestato nel 2011 a Miami (Usa) dall’Fbi, nell’ambito di un’operazione antidroga. Il 20 settembre dello stesso anno nelle rete dello Sco e della Mobile di Reggio cade Francesco Nirta, 39 anni, elemento di vertice della potente cosca della ‘ndrangheta Nirta-Strangio di San Luca (Rc). Latitante dal settembre 2007 -con precedenti per omicidio, associazione mafiosa ed altri gravi reati- era riuscito a sottrarsi all’esecuzione di un provvedimento restrittivo, emesso dall’autorita’ giudiziaria di Reggio Calabria (Rc), nell’ambito dell’operazione ‘Fehida I’, che aveva consentito di disarticolare la potente consorteria dei Nirta, operante nell’area della Locride. Il latitante, che aveva trovato rifugio in un appartamento situato in un sobborgo periferico della citta’ olandese, fu rintracciato grazie a importanti e complesse attivita’ tecniche svolte nei confronti di un suo favoreggiatore. E’ del 15 novembre 2013, invece, l’arresto di Antonino Lo Giudice, latitante della ‘ndrangheta, ricercato dal giugno scorso, poiche’ colpito da alcuni provvedimenti restrittivi, esponente di spicco dell’omonima cosca operante nella provincia di Reggio Calabria: aveva avviato, nell’aprile ,2101 dopo il suo arresto per gli attentati ai magistrati reggini Salvatore Di Landro e Giuseppe Pignatone, un rapporto di collaborazione. Era evaso dagli arresti domiciliari presso il domicilio protetto. Da mesi la procura di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Federico Cafiero de Raho, insieme allo Sco e alla Mobile di Reggio stanno perseguendo una strategia anticrimine che mira alla localizzazione dei piu’ importanti criminali e alla disarticolazione delle ‘ndrine in Italia e al’estero. La cooperazione con gli Stati Uniti sul fronte giudiziario e investigativo si sta rivelando sempre piu’ cruciale per contrastare con successo la criminalita’ organizzata, come dimostra anche il recente successo ottenuto con l’operazione ‘New Bridge’- conclusa con 26 arresti tra Italia e Stati Uniti- che blocco’ il tentativo dei clan della ‘ndrangheta di riorganizzarsi. All’epoca il ministero dell’Interno invio’ un team di investigatori diretto da Andrea Grassi, primo dirigente del Servizio centrale operativo della Polizia che opero’ a stretto contatto con l’Fbi. La ‘New Bridge’ dimostro’ le nuove alleanze strette tra la ‘ndrangheta della jonica-reggina e le storiche famiglie mafiose di New York, come la famiglia Gambino.