Ministro, Governatore, Sindaco: “salvate il Procuratore Gratteri!”

Nicola GratteriUn membro della Direzione regionale del Partito Democratico ha avanzato la velleitaria proposta di candidare direttamente, per saltum, il Procuratore Gratteri a Sindaco della Città di Reggio Calabria. Al netto del ridondante turbinio di scontate e retoriche amenità sciorinate sullo scioglimento del civico consesso, peraltro disallineate rispetto alla tardiva, quantunque ben accetta, resipiscenza manifestata sul punto dalla CGIL e, pedissequamente, dallo stesso coordinatore provinciale del PD reggino, sono due le questioni da affrontare in un commento “a caldo” di quella proposta, formulata nella piena consapevolezza della sua irricevibilità presso il destinatario ed in termini di indiscussa coerenza con le stagioni, ormai archiviate, delle vedove e dei prefetti“.  Ad affermarlo è il dott. Eugenio Triveri, Presidente del circolo del Nuovo Centro/Destra “Le Ali”. “La prima questione – aggiunge Triveririguarda l’istituto delle primarie, ormai un teatrino, non solo periferico, dell’assurdo: pur rappresentando un preciso ed ineludibile dovere sulla carta dello statuto del PD, le esperienze recenti, sul livello nazionale e su quello regionale, adesso forse anche su quello cittadino, hanno già reso le primarie una semplice scorciatoia, un “cambiare verso” funzionale alle personali necessità dei “capibastone piddini” (copyright della Ministra Madia) che guardano alla scenografica sagra da due euro come un ostacolo al “democratico sacrificio” che consente loro la scalata di posizioni di vertice nella vita pubblica. La seconda questione, invece, costringe a trattare un vero e proprio paradosso: si vorrebbe, cioè, la dismissione della Toga a favore di una casacca che ridurrebbe il prestigio e l’elevato profilo che avevano condotto il Procuratore Gratteri sulla soglia della stanza principale del dicastero di Via Arenula. Questo stato d’assedio alla Toga è indice affidabile di commissariamento, culturale ed interiore, ed appare addirittura superfluo rimarcarlo! Ad ogni modo, l’obiettivo non è solo quello di assicurare pietosa e caritatevole copertura alle fratture tra le fazioni interne al Partito Democratico, peraltro destinate a rimanere irreversibilmente scomposte ed esasperate se si decidesse davvero di osservare lo statuto con la celebrazione di primarie: non è credibile, infatti, che alla ideatrice della singolare proposta possa esser sfuggita l’irreversibile ed assoluta dedizione del Procuratore Gratteri all’osservanza delle regole, siano esse quelle del codice penale ovvero quelle sancite dallo statuto di un partito che mena ipocrita vanto dell’obbligatorietà, a questo punto solo formale, della  kermesse americaneggiante delle “primarie”. In realtà, attraverso una plateale concessione alla demagogia facente leva su una unità interna che non potrà mai albergare in quel partito, il messaggio criptico è tutt’altro, e traspare dagli indispettiti segnali di fuoco con i quali per vie traverse si è inteso replicare al gelo, eloquente nel suo imbarazzo, riservato da un organo di quello stesso partito alle candidature annunciate su due diversi ed importanti livelli istituzionali, regionale e cittadino”.

“Vi sarebbe – conclude Triveri – anche una terza ed ultima questione, sicuramente la più importante da affrontare, ma sui reali bisogni della comunità, sulle ansie dei suoi amministratori, sui drammi di questo tempo che traggono diretta origine nelle allarmanti e progressive disfunzioni di uno Stato ottocentesco, intollerabilmente debole con i forti e spietatamente forte con i deboli, la gente, qui, nel Meridione d’Italia che non si rassegna e coltiva dignitosamente la Speranza, ha già maturato idee abbastanza chiare e nette!  Ma questo lo ignorano solo i signori del PD, visto che ad essi non sembra appartenere l’idea che un battaglia politica realmente al servizio del bene comune possa essere coronata dal successo solo ed in quanto fondata su una condivisione idonea a consentire l’affermazione di una visione alternativa rispetto alla proposta dell’avversario. Il che implicherebbe l’abbandono immediato dell’esercizio ad essi maggiormente congeniale, ossia la superficiale collezione di tessere di un puzzle. Ma quella è attività tipica di un’età in cui per la maturità non c’è ancora posto”.